Come pulire la fluorapatite

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SarahElba
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Come pulire la fluorapatite

Messaggio da SarahElba » mar 25 apr, 2006 12:41

Ciao a tutti!
Avrei bisogno di un supporto per la pulizia di un campione che ho appena aggiunto alla mia collezione.
Vi allego una foto giusto per conoscenza e per vedere se qualcuno riesce a capire di cosa sia fatta la matrice, che sembra molto "ferrosa".
I cristalli sono parzialmente ricoperti da una crosta rossiccia che sembrerebbe di origine ferrosa.
La mia domanda è: posso pulire il pezzo con l'ossalico a caldo? O la fluorapatite si rovina?
Il pezzo è di Durango, Messico.

Grazie per qualsiasi aiuto!

Sarah
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Mercado01apatite.jpg
Il mio campione di apatite.

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Marco E. Ciriotti
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Messaggio da Marco E. Ciriotti » mar 25 apr, 2006 18:56

L'acido ossalico distrugge la fluorapatite.
Una soluzione più leggera che forse potrebbe risolvere la situazione è la Waller (sodium dithionite-sodium citrate-sodium carbonate).
Io la terrei così.
Marco E. Ciriotti

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Messaggio da Luca Baralis » mer 26 apr, 2006 13:44

A giudicare dalla foto i cristalli sembrano abbastanza "freschi". Anch'io la terrei così.
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SarahElba
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Messaggio da SarahElba » mer 26 apr, 2006 16:46

Grazie mille a entrambi...
In effetti ho parlato anche con altri e tutti mi hanno sconsigliato l'ossalico... Sinceramente non sapevo che la fluorapatite venisse danneggiata da tale acido, bene ora lo so per il futuro. Grazie!
Per quanto riguarda la "Waller solution", o broda come la chiamo io :-), la uso abitualmente, e anche altri sul Mindat me l'hanno suggerita. La matrice ho appurato potrebbe essere magnetite... Spero solo non si rovini con la broda o con il citrico (che uso poi per depurare i pezzi). Sapete confermarmelo per favore? Almeno per sapere che non si sgretoli o si ditrugga liberando i cristalli...
Certo se non funzionasse il pezzo è già bello (i cristalli sono gemme perfette!!!) però proprio per questo mi piacerebbe provare a liberarli da queste fastidiose incrostazioni...

Grazie!

Baci.

Sarah

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Messaggio da Marco E. Ciriotti » mer 26 apr, 2006 16:55

Broda o citrico non dovrebbero portare danni.
Prova comunque prima su una parte non visibile con qualche spennellata e vedi un po' come reagisce.
Ciao.
Marco E. Ciriotti

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Messaggio da Giorgio » mer 26 apr, 2006 18:30

A proposito di soluzione Waller (o broda :D ) è possibile avere qualche info in più, tipo modalità di utilizzo, dosaggi, temperature e quant'altro?
Le pietre sono maestre mute: esse rendono muto l'osservatore, e il meglio che da esse si apprende non si può comunicare. J.W.Goethe

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Messaggio da SarahElba » mer 26 apr, 2006 20:53

Ciao caro!!!
Ti ho mandato una mail per spiegarti bene tutto!

Bacioni

e ancora grazie a tutti.

PS: ho avuto conferma come temevo che il citrico è dannoso per l'apatite. Quindi per depurarla dall'acido la terrò a bagno in acqua!

Sarah

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Messaggio da Giovanni Fraccaro » gio 27 apr, 2006 19:13

Interessante questa Waller solution (o broda)
Domandine:
Cosè e su che minerali si usa?
E soprattutto dove si trova?

Gianni

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Messaggio da Marco E. Ciriotti » gio 27 apr, 2006 19:27

Ciao Gianni,
io sono solo in grado di dirti che cosa è: sodium dithionite-sodium citrate-sodium carbonate.

Non l'ho mai usata e non so dove si possa trovare.

Sarah appena leggerà il tuo scritto, certamente ti relazionerà in merito.
Marco E. Ciriotti

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Messaggio da sergio mascia » gio 27 apr, 2006 20:25

Esiste pure un composto con quel nome?...
Oltre a pulire in teoria i cristalli, curiosità del momento, ha un uso ben specifico?

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Messaggio da Fulvio Malfatto » gio 27 apr, 2006 21:37

Traducendo dall'inglese penso si tratti semplicemente di una miscela di ditionato di sodio con citrato di sodio e carbonato di sodio (o forse bicarbonato?).
Come si può capire facilmente anche senza essere chimici, (io lo ero 30 anni fa :-) ) il "principio attivo" è il ditionato, mentre il resto penso che serva da tampone (più o meno si tratta della vecchia citrosodina per digerire).
Il ditionato di sodio (Na2S2O4), che per inciso un tempo si chiamava idrosolfito di sodio, è un forte riducente, perchè ha facilità a ossidarsi a solfito e poi a solfato, quindi è indicato per la pulizia di materiali che non possono essere trattati con acidi.
Ad esempio è utile per togliere le patine gialle limonitiche da molti minerali, perchè riducendo gli ioni ferrici a ferrosi li rende solubili in acqua e quindi asportabili dal lavaggio.

Non è molto pericoloso, ma attenzione a non mescolarlo con ossidanti o acidi, come tutti gli agenti riducenti può essere "violento" e sviluppare gas anche infiammabili per la presenza di ossigeno.
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Messaggio da Giovanni Fraccaro » gio 27 apr, 2006 23:28

Grazie per le informazioni.
In pratica ditionato di sodio.

Qualche tempo fa sul Lapis è apparso un bell'articolo di come usarlo:
unico problema... è in tedesco!

Grazie a tutti.


Gianni

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Messaggio da Massimo Russo » lun 06 nov, 2006 12:02

... e il link dov'è?

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Messaggio da Luciano Vaccari » lun 06 nov, 2006 12:10

Ecco, mi aggancio ad Alessandro perchè per i terribili licheni sono anche io alla ricerca di una "formula magica".
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
(Jalaluddin Rumi- XIII sec.)

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Messaggio da Massimo Russo » lun 06 nov, 2006 12:15

Dovrebbe bastare l'ammoniaca.

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