Conservazione dei minerali

dove e cosa cercare e come collezionare minerali
inoxman77
Messaggi: 81
Iscritto il: mer 05 set, 2007 12:17
Località: via due giugno 22 Torre di Mosto (VE)

Conservazione dei minerali

Messaggio da inoxman77 » ven 28 set, 2007 11:09

Apro questo Topic (se esiste già ditemelo) per chiedere e cercare di raccogliere consigli su come conservare i minerali, leggendo altri topic ho visto che si parlva di aloidi e solfuri che si possono alterare, pirite che può degradari rilasciando acido solorico, ecc., ecc.

Esistono minerali che possono interagire tra di loro se conservati vicini? Ci sono minerali che si alterano alla luce o in presenza o assenza di umidità? In questi casi come conservarli?

Se vete anche qualche riferimento bibliografico vi ringrazio.

Avatar utente
Marco E. Ciriotti
Messaggi: 26739
Iscritto il: ven 25 giu, 2004 11:31
Località: via San Pietro, 55 I-10073 Devesi/Cirié TO - Italy
Contatta:

Messaggio da Marco E. Ciriotti » ven 28 set, 2007 11:17

L'argomento è stato dibattuto, probabilmente in più di un topic.
Ci sono minerali che si alterano alla luce o in presenza o assenza di umidità? In questi casi come conservarli?
Certo ci sono minerali che si alterano alla luce (oprimento, realgar, tanto per fare un paio di esempi).

Numerosi sono i minerali che si laterano in presenza di umidità o viceversa per mancanza dell'umidità relativa propria (solfati soprattutto).

La conservazione al buio nel primo caso e in scatolette sigillate garantisce una discreta buona conservazione dei campioni interessati da questi fenomeni.
Marco E. Ciriotti

«Things are interesting only in so far as they relate themselves to other things»

Avatar utente
Luciano Vaccari
Messaggi: 10760
Iscritto il: mer 30 giu, 2004 8:23
Località: Via Pietro Giusti 23 41043 Formigine -MO-

Messaggio da Luciano Vaccari » ven 28 set, 2007 11:22

Ho cercato in giro e confermo quanto dice Marco.
Un topic dedicato vero e proprio non c'è; ci sono vari argomenti trattati a parte... se ci sarà seguito ben venga continuare su questo... cerchiamo però di riunire qui tutti gli interventi, senza intervallarli con discussioni su altri argomenti.
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
(Jalaluddin Rumi- XIII sec.)

Luciano
Socio AMI zona Modena
(Formigine)

Avatar utente
Luca Baralis
Messaggi: 3458
Iscritto il: lun 06 set, 2004 18:55
Località: Torino
Contatta:

Re: Conservazione dei minerali

Messaggio da Luca Baralis » ven 28 set, 2007 12:30

inoxman77 ha scritto:Esistono minerali che possono interagire tra di loro se conservati vicini?
Alcuni solfuri interagiscono con l'umidità atmosferica generando acido solforico, alterandosi e alterando quanto sta intorno, vetrine e contenitori compresi.

Poi ad essere pignoli, "mercurio" e "oro" (gold) dovrebbero stare lontani.

Ma ci sono sicuramente altri esempi.
Luca (LB)
Socio AMI Piemonte

Avatar utente
Massimo Russo
Messaggi: 7221
Iscritto il: mar 29 giu, 2004 12:00
Località: via Consalvo, 120/A, I-80125 Napoli
Contatta:

Messaggio da Massimo Russo » ven 28 set, 2007 12:39

Anche una parte degli aloidi e dei solfati possono essere rognosi perché deliquescenti o temono comunque l'umidità.

MaxVes
---------------------------------------
Massimo Russo
INGV - Osservatorio Vesuviano

"Un minerale senza nome è solo un inutile pezzo di pietra" (Massimo Russo)

Avatar utente
Luciano Vaccari
Messaggi: 10760
Iscritto il: mer 30 giu, 2004 8:23
Località: Via Pietro Giusti 23 41043 Formigine -MO-

Messaggio da Luciano Vaccari » ven 28 set, 2007 12:41

La laumontite tende a disidratarsi velocemente... quella delle mie zone si polverizza in tempi brevissimi; andrebbe conservata in acqua.
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
(Jalaluddin Rumi- XIII sec.)

Luciano
Socio AMI zona Modena
(Formigine)

geocronite
Messaggi: 825
Iscritto il: lun 02 lug, 2007 13:14
Località: nepi (Vt)
Contatta:

Messaggio da geocronite » ven 28 set, 2007 12:57

La proustite all'aria tende ad ricoprirsi di una patina scura, e la pirite può essere attaccata addirittura dai desolfobatteri con formazione di solfati e successiva disgregazione del campione. Questa però è solo una teoria detta da molti, anche se a me è capitato personalmente con una pirite di Gavorrano che posta vicina a altre piriti ha provocato un principio di alterazione, ma non ho basi scientifiche sulla questione e se possibile sarebbe interessante un approfondimento in tal senso.
I desolfobatteri esistono e sono la principale causa della formazione dei banchi solfiferi italiani (ma non so esattamente se questa teoria sulla formazione gessoso solfifera sia stata confermata, poichè ve ne erano state anche altre).
Una curiosità se si avvicinano due punte di quarzo e si fanno "toccare" a volte succede che una delle due si sbecchi.
La fluorite invece risente notevolmente degli sbalzi di temperatura, e lo zolfo è ancora più sensibile (se si mette un cristallo in una mano e lo si avvicina all'orecchio si possono sentire i crepitii che produce).
fabio
Socio GMR
libero ricercatore

inoxman77
Messaggi: 81
Iscritto il: mer 05 set, 2007 12:17
Località: via due giugno 22 Torre di Mosto (VE)

Messaggio da inoxman77 » ven 28 set, 2007 14:19

Geocronite ha scritto:

""e la pirite può essere attaccata addirittura dai desolfobatteri con formazione di solfati e successiva disgregazione del campione.""

Per caso si tratta del famoso "cancro della pirite" di cui mi hanno parlato vecchi collezionisti? Cioè mi dicevano di una specie di malattia che attacca e altera la pirite, possibile che sia la spiegazione scientifica di questo fenomeno?

Avatar utente
BECCARI SIMONE
Messaggi: 512
Iscritto il: lun 23 lug, 2007 15:47
Località: siena

Messaggio da BECCARI SIMONE » ven 28 set, 2007 15:14

Faccio una domanda anche io!
Sapete mica se c'è un modo per far tornare il cinabro rosso dopo che si è alterato (diventa nero)?
Non so magari con qualche acido?

Marco Pistolesi
Messaggi: 1036
Iscritto il: lun 19 mar, 2007 22:14
Località: Piombino-Li-

Messaggio da Marco Pistolesi » ven 28 set, 2007 15:23

Ciao a tutti.
Simone si riferisce alle famose "fragole di cinabro" che, con il tempo, al contatto aria/luce, si alterano passando dal bel colore rosso carminio in rosso cupo, quasi nero.
Purtroppo il processo è irreversibile e non recuperabile.
L'unico rimedio è il cercare di esporle il meno possibile alla luce solare per ritardare il processo di alterazione.
Altro rimedio, ma lo sconsiglio perchè si vede... e fa pena, è quello di spruzzare sopra vernice trasparente.
Ciao.
Marco
Ultima modifica di Marco Pistolesi il ven 28 set, 2007 15:26, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
Luciano Vaccari
Messaggi: 10760
Iscritto il: mer 30 giu, 2004 8:23
Località: Via Pietro Giusti 23 41043 Formigine -MO-

Messaggio da Luciano Vaccari » ven 28 set, 2007 15:25

Un sistema consigliato sul mitico "Guida ai minerali" è quello di usare vernice trasparente per proteggerli.

Da ragazzino feci una cosa simile (per fortuna su rottami) e la mia esperienza, seppur piccola, mi porta a dire che il risultato finale non è per nulla consigliabile (salvo forse casi estremi di cui non sono a conoscenza).
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
(Jalaluddin Rumi- XIII sec.)

Luciano
Socio AMI zona Modena
(Formigine)

Avatar utente
BECCARI SIMONE
Messaggi: 512
Iscritto il: lun 23 lug, 2007 15:47
Località: siena

Messaggio da BECCARI SIMONE » ven 28 set, 2007 15:27

Non solo per le fragole Marco, per tutto il cinabro!
Ragazzi su; un metodo ci deve essere no?

Marco Pistolesi
Messaggi: 1036
Iscritto il: lun 19 mar, 2007 22:14
Località: Piombino-Li-

Messaggio da Marco Pistolesi » ven 28 set, 2007 15:36

Ciao a tutti.
Sì Luc. Per alcuni minerali è ottimo, ma nel caso delle "fragole" è sconsigliabile perchè appunto è visibile e le rende non credibili.
Ciao.
Marco

geocronite
Messaggi: 825
Iscritto il: lun 02 lug, 2007 13:14
Località: nepi (Vt)
Contatta:

Messaggio da geocronite » lun 01 ott, 2007 10:18

Sì Inoxman proprio quello, ma anche se mi è capitato di persona su alcune piriti di Gavorrano, non ho mai trovato articoli scientifici che confermassero tale ipotesi. Anche se l'esistenza dei desolfobatteri è scientificamente attendibile.
Per il cinabro, l'unico acido da potersi utilizzare (molto diluito e con bagni molto brevi) e quello nitrico, in quanto ha un ottimo potere riducente, ma con il tempo e soprattutto esposizioni alla luce e all'aria si rischia di nuovo che il campione torni a ricoprirsi di una patina di ossidazione. Attenzione che macchia tutto di giallo e puzza un po'.
Sempre doveroso ribadire il concetto generale della pericolosità degli acidi di qualsiasi natura essi siano.
fabio
Socio GMR
libero ricercatore

Avatar utente
Alessandro
Messaggi: 3246
Iscritto il: sab 10 giu, 2006 17:48
Località: Firenze
Contatta:

Messaggio da Alessandro » lun 01 ott, 2007 10:43

Attinente a questo nuovo topic, esisteva già "Raccomandazione: non pulire minerali rameici con detergenti".
Era nato così, poi aveva preso la piega di argomenti più generici che vengono trattati in questo sempre inerenti la conservazione.
Alessandro Socci

GAMPS
Gruppo Avis Mineralogia Paleontologia Scandicci

venderò la mia rabbia a tutta quella brava gente che vorrebbe vedermi in gabbia e forse allora mi troverebbe divertente

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti