Quarzo di Brento Sanico

dove e cosa cercare e come collezionare minerali
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Marco Barsanti
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Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » dom 22 feb, 2009 19:41

Riprendo qui un accenno fatto all'area delle cave di Brento Sanico in Comune di Firenzuola: ho ritrovato un campioncino col quarzo affumicato che vi dicevo.. Le foto sono quel che sono, giusto per avere un'idea:
Per vivere bene, le cose da non chiedersi mai sono due: come vengono fatte le salsicce e come vengono fatte le leggi (proverbio inglese)

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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » dom 22 feb, 2009 19:44

Eccovi un altro paio di foto dei quarzetti affumicati di Brento
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » dom 22 feb, 2009 19:47

Eccone altre
Allegati
P1030097.JPG
Quarzo debolmente affumicato -cristallo di 3,5 mm - Brento Sanico, Firenzuola (FI)
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da TOSATO FABIO » lun 23 feb, 2009 7:37

Molto interessanti.
Tosato Fabio
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da domenico » lun 23 feb, 2009 8:21

TOSATO FABIO ha scritto:Molto interessanti.
Concordo!!
La collezione dei minerali è un divertimento se qualcuno non ci crede può collezionare le farfalle
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http://www.mindat.org/user-6983.html#2

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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Tiberio Bardi » lun 23 feb, 2009 8:42

Interessanti, ma ti ricordi la cava esatta ?
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » lun 23 feb, 2009 10:05

La conosco bene anche se è passato del tempo: mi occupavo della valutazione del giacimento per la prosecuzione della coltivazione assieme ad uno studio di Firenze. Dal 1997 credo sia parecchio evoluta. La cava era la Nuova Brento, proprio a circa 600 m NW del paesello medievale abbandonato (bellissimo!!)
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » lun 23 feb, 2009 10:32

Avrei fatto un'elaborazione da Google... Vorrei sapere se posso metterla altrimenti se pensate che per motivi di copyright non si possa, pace..La rifaccio appena ho tempo di recuperare le cartografie originali (in archivio), cartacee.
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Massimo Russo » lun 23 feb, 2009 10:34

Per fini non commerciali, si può fare

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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » lun 23 feb, 2009 11:41

Ciao Massimo, allora provvedo, se poi ci sono problemi, levatelo!
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » lun 23 feb, 2009 12:00

Ho recuperato alcuni dati che vi metto a corredo della zona. Sono discorsi "pseudocoerenti" messi di corsa, ma ho poco tempo e vi dovete accontentare, sperando di non annoiarvi. Quando me ne sono occupato, nel 1997-1998 si trattava di una nuova attività estrattiva finalizzata alla produzione di blocchi di arenaria da trasformare successivamente in lastre e semilavorati (soglie, cornici, capitelli, ecc.).

La zona é compresa tra le vette del Monte Coloreta a W, Col di Caprile a SW, del Balzo di Fergnana a E e la vetta del Monte la Penna a S. A 600 m circa verso SE è presente il paese abbandonato di Brento Sanico, (che è un vero chicco). Il territorio nel suo complesso é caratterizzato da pendii scoscesi e profili aspri con pendenze spesso superiori all' 80%. Le incisioni vallive sono marcate e presentano i classici profili trasversali a "V", con fianchi talora asimmetrici per il particolare assetto locale della stratificazione. Il sito dista circa 7 km da Firenzuola e ad esso si può attualmente accedere o a piedi, dal sentiero che parte dal fondovalle del Santerno e va al paese di Brento Sanico, oppure, proseguendo verso Imola, dalla località Scheggianico, seguendo la viabilità di accesso alle cave. Ricordo che a quel tempo era previsto l'adeguamento della viabilità esistente fino alla località Persiceto Alto e quindi la realizzazione di piste fino all'area estrattiva. Di questa evoluzione non ne so più nulla, perchè dopo il 1997-1998 non ci sono più stato e sarebbe da verificare anche se lungo tale strada ci sono fratture "promettenti".

L'unica formazione affiorante in tutta la zona é la marnoso-arenacea (bella barba!!!). Questa é una formazione flyschoide costituita da alternanze ripetute di quattro tipi litologici principali:

• arenarie prevalentemente quarzoso-feldspatiche, con abbondante matrice fillosilicatica a cemento carbonatico e con dolomite clastica. La gradazione, quasi sempre ben evidente, talora mette in luce alla base degli strati brecciole e conglomerati fini a composizione analoga; al tetto si passa spesso a siltiti. Gli strati hanno spessore variabile e sono caratterizzati dalla presenza di impronte basali dovute a correnti torbide oltre che da laminazione parallela, ondulata e incrociata;

• siltiti a composizione quarzoso-feldspatica, con maggiore contenuto di fillosilicati; sono presenti frequenti laminazioni, frustoli carboniosi ed una certa gradazione sia verso il basso ad arenarie, sia verso l'alto a marne e argille;

• marne siltose, silt e sabbia; specialmente le marne siltose presentano laminazione parallela;

• rare argilliti grigie di ridotto spessore.

A volte associati a questi quattro tipi principali, si trovano anche brecciole e conglomerati o calcareniti grigie con abbondanti granuli organogeni. Molto diffuse sono le impronte di correnti torbide, tra cui spiccano quelle che ai miei tempi chiamavano "flute casts" e "groove casts". Qui ci vorrebbe Cristian per avere eventuali aggiornamenti....

E' tendenza comune definire la pietra di Firenzuola col termine di "pietra serena", ma è errato perchè invece appartiene geologicamente ad arenarie simili ma della formazione del macigno e che si differenziano dalla prima per alcune peculiarità quali la mancanza di dolomite, minori quantità di calcite e maggior contenuto in fillosilicati. Queste sostanziali diversità petrografiche, solo raramente rendono macroscopica la differenza fra la "pietra di Firenzuola" e la "pietra serena", tanto che all'osservazione diretta della grana e del colore le due risultano assai somiglianti.

L'assetto tettonico della zona rientra nel quadro più ampio che caratterizza l'Appennino Tosco-Romagnolo. In loco questa formazione si presenta intensamente fratturata. Le dislocazioni a grande scala hanno vari orientamenti, in genere riconducibili a due "famiglie" principali una con andamento N-S, che può essere considerata la più importante; questa è tagliata trasversalmente da un'altra con andamento NW-SE appenninico. Un'importante dislocazione, con andamento Ovest-Est risulta essere localizzata lungo la direttrice su cui si imposta il Rio Brentano, affluente di destra del Fiume.

La formazione esaminata, come parzialmente già accennato, è costituita da un'alternanza di arenarie, siltiti e marne siltose. L'arenaria, che appartiene generalmente al tipo della grovacca, ha cemento calcareo e deriva, similmente all'arenaria Macigno, da disfacimento di preesistenti rocce cristalline (in prevalenza graniti o similari). Tali litologie risultano gradate e costituite da quarzo, feldspati, miche e dolomia la cui presenza differenzia questa dalle altre formazioni arenacee flyschoidi; inoltre si differenziano per una più elevata quantità di calcite ed un minor tenore in fillosilicati.

I rilievi di campagna che furono fatti consentirono la raccolta di numerose misure. Queste, successivamente accorpate hanno evidenziato famiglie principali di fratture disposte secondo direzioni NW-SE e NNW-SSE con inclinazioni prossime alla verticale; in questo senso è confermata anche a piccola scala, l'esistenza di un trend appenninico e, subordinatamente, di un trend opposto antiappenninico. In queste fratture ogni tanto ci sono i quarzetti che avete visto..e qualche barite. Per il èpoco che ho potuto cercare, i cristalli non vanno oltre i 5 mm.

L'arenaria ha l'attitudine a dividersi secondo direzioni preferenziali, talora in modo assai marcato ed evidente. Si tratta in genere o di divisibilità secondo piani paralleli alla stratificazione (fissilità) per locali concentrazioni di fillosilicati, o di divisibilità per fratturazione determinata da diaclasi, talora appena accennate e di non facile individuazione, prodotte da sforzi di natura tettonica. Ciò porta ad un'alterazione del colore originario che, ad opera delle acque circolanti, varia dal grgio-azzurro della roccia fresca al giallo-marrone. Questi aspetti, importanti ai fini estrattivi e commerciali, oltre a diminuire il pregio decorativo della roccia, influiscono negativamente anche sulle sue caratteristiche tecniche.

Per quanto riguarda il processo d'estrazione si deve evidenziare che esso si realizza in due fasi distinte: l'escavazione, con la quale dopo l'individuazione dei cosiddetti "filari", vengono rimossi i materiali che ricoprono l’orizzonte sfruttabile; l'estrazione s.s. con cui si procede alla vera e propria coltivazione della cava estraendo, attraverso la perforazione ed il taglio, i blocchi da trasportare alle segherie.

Per le operazioni di escavazione, vengono utilizzati prevalentemente mezzi meccanici di rimozione quali ruspe, pale etc. oltre che sistemi esplosivi. Queste operazioni sono abbastanza lunghe ed onerose e ciò dipende soprattutto dalle difficoltà di accesso alla cava, dall'inclinazione del terreno e dalla quantità di materiale di scarto da rimuovere prima di raggiungere il cosiddetto "filone buono".

Con l'estrazione si procede alla vera e propria coltivazione della cava; in questa fase vengono utilizzati in genere sistemi basati soprattutto su miccia detonante ad acqua e/o tagliablocchi. Così operando si ottengono blocchi squadrati di misura standard (m 1.20x3.00 o m 1.50x3.35) da destinare sia agli stabilimenti di trasformazione locale, sia ai laboratori localizzati in altre regioni.
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Fabrizio Frattini » mer 25 feb, 2009 20:07

Molto interessante! Quarzetti debolmente affumicati equiparabili a quelli di cui si discute in questo topic sono stati trovati diversi anni or sono, e si possono rinvenire anche attualmente, in un affioramento di arenarie torbiditiche silicoclastiche a contatto con marne siltose in un altro sito dell'Appennino Tosco-Emiliano, nei pressi dell'abitato di Collagna, in provincia di Reggio Emilia. Qui i XX raggiungono, anche se raramente, 8-10 mm di lunghezza e come quelli nelle foto di Marco hanno un abito prismatico esile ed allungato.

Fabrizio
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » gio 26 feb, 2009 8:44

Interessante, Fabrizio. Sempre nella zona di collagna avevo letto da qualche parte che c'era una "miniera" (ricerca) di galena e barite, (sempre entro l' arenaria) ne sapete nulla?
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Fabrizio Frattini » gio 26 feb, 2009 20:19

Ciao Marco. La miniera a cui fai riferimento è probabilmente quella di Casalino di Ligonchio, della quale si è parlato mesi fa in un topic incentrato su questa località. Nella zona più prossima a Collagna sono invece note da tempo (bibliografia del 1982) altre mineralizzazioni a galena in litoclasi dell'arenaria macigno affioranti sull'Alpe di Succiso.
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Re: Quarzo di Brento Sanico

Messaggio da Marco Barsanti » ven 27 feb, 2009 7:24

Grazie, ricordo la discussione, mentre potrebbe essere interessante il discorso relativo all'Alpe di Succiso (luoghi oltretutto molto belli per passeggiate).
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