Acquisti di minerali fuori dall’Unione Europea. Informazioni utili.

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DonLucre
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Acquisti di minerali fuori dall’Unione Europea. Informazioni utili.

Messaggio da DonLucre » mar 08 mag, 2018 19:09

Apro questo topic su invito dopo che l’argomento è uscito fuori in un’altra discussione, facendo emergere una serie di esperienze avute da vari utenti di questo forum con gli uffici doganali.
L’intenzione di chi scrive è di raccogliere in questa discussione una serie di esperienze, informazioni e consigli utili a beneficio di coloro, soprattutto nuovi utenti o visitatori occasionali, che si cimentano per la prima volta con gli acquisti on-line di minerali da venditori/commercianti con sede fuori dall’Unione Europea.
In questo post introduttivo cercherò di riportare, riassumere e organizzare i contributi e le informazioni che vari utenti del forum hanno già condiviso nell’altra discussione.
Il presupposto di base che tutti dovrebbero conoscere quando si effettuano acquisti on-line è che esistono importanti differenze nella circolazione delle merci tra paesi interni ed esterni all’Unione Europea (di seguito UE).
Infatti, tra i paesi dell’UE la circolazione delle merci è fondamentalmente libera, per cui le spedizioni (ovvero i pacchi) che contengono i nostri acquisti effettuati da venditori/commercianti con sede in territorio comunitario non vengono (di norma) bloccati alla dogana. Viceversa, i pacchi che provengono da paesi situati al di fuori dell’UE sono soggetti ai controlli doganali.
Sia chiaro che tutti i pacchi, indipendentemente dalla loro provenienza, possono subire delle ispezioni, ad esempio negli aeroporti di arrivo (tipicamente Malpensa), ma c’è molta differenza tra i controlli ordinari e quelli doganali.
I controlli ordinari sono delle verifiche a campione mirate al contrasto dei traffici illeciti. In questo tipo di controlli, il pacco viene aperto, ispezionato e, se il contenuto dello stesso non viene giudicato sospetto o “problematico”, viene richiuso con del nastro adesivo di colore sgargiante (tipicamente giallo) con stampigliate delle diciture del tipo “Malpensa Airport – Random Check Inspection” o roba similare (ora non ricordo di preciso) e avviato a destinazione. A me personalmente è successo più volte, senza conseguenze particolari, al di fuori di qualche imballaggio rovinato. Questo genere di controlli vengono eseguiti “al volo” e, se il contenuto dei pacchi non genera sospetti, non comportano ritardi nei tempi di recapito.
Le procedure di controllo doganale sono invece ben altra cosa. Anche in questo caso non si tratta di controlli sistematici (con tutti i pacchi che girano servirebbe un esercito di doganieri e si provocherebbe la paralisi delle spedizioni), ma di controlli a campione. Ne pescano uno ogni tot e, in tal caso, per il fortunato vincitore di un controllo doganale, iniziano le paturnie…
Nonostante io abbia acquistato fuori dall’UE 5 o 6 volte, mi è capitato solo una volta di subire un controllo doganale su di una spedizione a me destinata, il che conferma che si tratta di controlli a campione.
Quando un pacco viene fermato per un controllo doganale, il primo indizio è il ritardo nel recapito. Dopo che uno ha maturato una certa esperienza negli acquisti on-line, conosce grosso modo i tempi di recapito che deve attendersi dai vari luoghi di provenienza della merce acquistata. Un ritardo notevole rispetto ai tempi previsti dovrebbe quindi già far drizzare le antenne…
Non conosco esattamente quale sia la prassi operativa di questi controlli doganali ma sono ragionevolmente certo che il pacco proveniente dagli USA che mi fu bloccato in dogana, non venne aperto. Invece, dopo che attendevo inutilmente il recapito da oltre un mese, arrivò una lettera con cui si formalizzava il controllo doganale in atto e la procedura da seguire per ottenere lo sblocco della spedizione.
In linea di principio, tale procedura prevede che l’acquirente debba dimostrare all’Agenzia delle Dogane il contenuto della spedizione e il relativo valore commerciale. I doganieri poi calcolano IVA, dazi e spese fisse, in funzione della tipologia e del valore della merce. La lettera che giunge all’acquirente contiene di norma le istruzioni minime e i recapiti telefonici a cui rivolgersi per chiedere lumi. Fare qualche telefonata è sempre consigliabile, in quanto si possono ottenere indirizzi e-mail diretti dove inviare eventuale documentazione, velocizzando di molto le procedure doganali.
Con le normali procedure di acquisto on-line, in genere l’acquirente dovrebbe disporre di tutta la documentazione necessaria a dimostrare ai doganieri qual è il contenuto e il valore della merce acquistata. Schede descrittive, conferme d’ordine, fatture, ricevute di pagamento sono tutte utili a tal fine. Più documenti gli mandi meglio è, perché meglio capiscono di cosa si tratta. Proprio da un colloquio telefonico con un addetto emerse una circostanza abbastanza interessante: i minerali da collezione rappresentano una tipologia merceologica che molti doganieri non sanno come classificare, in quanto non riportata nelle tabelle e negli elenchi che essi prendono come riferimento per valutare tipologia e valore delle merci. Il consiglio quindi è quello di essere collaborativi: fornite loro tutte le informazioni di cui hanno bisogno, altrimenti, se non riescono ad inquadrare correttamente il contenuto della spedizione, le conseguenze potrebbero risultare piuttosto pesanti … per le vostre tasche.
Indipendentemente dall’esito del controllo, nel momento in cui un vostro pacco viene fermato in dogana dovete comunque predisporvi a sborsare una cifra aggiuntiva a quella che avete pagato per acquistare la merce. IVA, diritti e dazi doganali sono le voci che concorrono a determinare l’importo aggiuntivo da pagare, che potrà variare significativamente in funzione del valore attribuito alla merce e per il concorso di altri fattori. Nel mio caso, tale importo è stato riscosso al momento del recapito del pacco, esattamente come quando si acquista merce in contrassegno (dove si paga al postino/corriere che deve riscuotere la somma dovuta per potervi consegnare il pacco).
E’ molto importante sapere che, se, per un qualsiasi motivo, l’acquirente non è in grado di produrre documentazione probante, in grado di dimostrare il contenuto e il valore della merce acquistata, i controlli doganali possono complicarsi notevolmente e condurre ad un vero e proprio salasso per il malcapitato di turno.
Credo di aver riassunto e fornito le informazioni salienti. Cercherò di recuperare la documentazione relativa al controllo doganale che riguardò il mio pacco proveniente dagli USA , per reperire ed eventualmente pubblicare (con nuovi post) informazioni aggiuntive e più specifiche.
Nel frattempo, invito tutti gli utenti del forum a contribuire con le proprie conoscenze in materia o raccontando le proprie esperienze personali, che saranno sicuramente utili a chiarire meglio queste procedure che sono totalmente sconosciute alla maggior parte della gente.
Lascio ai moderatori il compito di valutare e decidere se la discussione merita o meno di essere posta in rilievo.
Donato Lucrezio

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Luca Baralis
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Re: Acquisti di minerali fuori dall’Unione Europea. Informazioni utili.

Messaggio da Luca Baralis » mar 08 mag, 2018 21:52

Come avevo già accennato nel topic di origine, l'argomento era già venuto alla ribalta qualche hanno addietro, e direi che le cose non sono cambiate.
Il vero problema è dato dalla gestione doganale non proprio trasparente a mio avviso, ma è obbiettivamente reso più complicato da comportamenti talvolta approssimativi (quanto meno con riferimento alle regole italiane) di chi spedisce.

In ogni caso, la vecchia discussione si trova qui: viewtopic.php?f=2&t=9959&hilit=dogana
sono 7 pagine di commenti e smoccolamenti ... :roll:
Luca (LB)
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Re: Acquisti di minerali fuori dall’Unione Europea. Informazioni utili.

Messaggio da ChinellatoPhoto » sab 12 mag, 2018 14:41

diciamo che le poste italiane, insieme alle loro dogane, sono una massa di incompetenti come la maggior parte delle cose in Italia. Io ho aspettato 5 mesi per 2 libri su meteoriti acquistati a Mosca, con tanto di documenti di esportazioni etc... dove le poste e la dogana italiana continuavano a dire che loro non avevano nulla fermo da loro, mentre Mosca diceva che tutto era fermo li in Italia, come per magia, visto che sia io che il responsabile della biblioteca a Mosca oramai eravamo rassegnati alla perdita del pacco, un giorno mi è arrivato il pacco. Controllando nella tracciatura delle poste risultava ancora non registrato in Italia, quindi vedete voi quanta voglia hanno sti personaggi di lavorare, peccato che ora le poste di Mosca hanno aperto un reclamo visto che a loro non piace essere presi per i fondelli dai loro "colleghi". Ora state attenti con i corrieri FedEx se spedite in Cina, visto quello che ha combinato Trump con i suoi dazi, ora i cinesi se la sono legata a un dito e bloccano e sequestrano le merce che arriva con FedEx non restituendola.
Mindat Gallery http://www.mindat.org/user-5018.html#2_0_0_0_0_0_

Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene.
Ansel Adams

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