Dimensionamento di un bilancere

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kakuna
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Dimensionamento di un bilancere

Messaggio da kakuna » ven 28 dic, 2007 18:00

Salve a tutti.

Vedendo che i bilanceri sono meccanismi abbastanza semplici, che chiunque, con un po' di manualità, può provare a realizzare, mi è venuta voglia di farne uno.

Prima di buttare via tempo però, vorrei un parere da voi (magari basato anche con il confronto sui bilanceri professionali).

Posto una pagina pdf perchè perchè per i disegni servirebbero troppi allegati.

Grazie. Magari insieme riusciamo a progettarne uno poco costoso e ottimo. :P
Alfredo Neri

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kakuna
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Messaggio da kakuna » ven 28 dic, 2007 19:30

Se qualcuno di voi ha letto il pdf, dovrebbe aver trovato 3 idee per valutare la forza.

Seguendo la prima, sono arrivato alle seguenti conclusioni:

barre verticali: barra filettata diametro 14 mm (resist da 200N/mmq)

vitone: barra filettata 30 mm di diametro (conviene comprare un unica barra e usarla per fare anche le barre laterali)

travi fisse: profilo quadro pieno 50*50 mm

trave mobile: o lo stesso profilo o comunque qualcosa di pieno (semplifica la vita) e con la stessa base: profilo 50 * 4 mm va bene

dimensioni della lama (punta): 30 * 2 mm in VIDIA (l'acciaio non ce la fa).


Con questo sistema si possono rompere pietre di diametro fino a 20 cm e resistenza a compressione pari a quella del vetro (la più alta che ho trovato).

Che ne pensate? Lo so che le travi piene sono uno schifo e costan tanto, ma a farle vuote servivano 100 * 100 mm (e poi c'è il problema dell'imbozzamento).

Naturalmente per pietre di dimensioni più piccole (15 cm) bastano travi più piccole (mentre non cambiano, con quella punta, devo dire parecchio "sfilata", le dimensioni delle viti).

A voi l'ardua sentenza!
Alfredo Neri

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TOSATO FABIO
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Messaggio da TOSATO FABIO » sab 29 dic, 2007 10:00

Se ben ricordo sull'ultimo (o penultimo?) numero di PRIE è stato pubblicato un articolo in cui si illustrava con fotografie un bel bilanciere.
Prova a vedere se ti può essere utile.
Tosato Fabio
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Messaggio da kakuna » sab 29 dic, 2007 10:05

Purtroppo non so dove reperirlo. Se mi dici le dimensioni della tua punta provo a vedere se vengono fuori misure simili al tuo (se ce l'hai). Grazie.
Alfredo Neri

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Messaggio da TOSATO FABIO » sab 29 dic, 2007 10:07

PRIE è una rivista on-line che è linkata nella pagina del nostro forum; devi richiedere la password gratuita e poi ti scarichi la rivista.
Tosato Fabio
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Messaggio da kakuna » sab 29 dic, 2007 10:21

Grazie, sono un disastro! :) :oops:
Alfredo Neri

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Messaggio da kakuna » sab 29 dic, 2007 12:25

Allego un file di excel che dovrebbe permettere di calcolare un bilanciere inserendo pochi dati.

Chi può fare una verifica con uno professionale o esistente, inserendo i sui dati, è un grande.

Ecco il file.
Allegati
bilanciere.xls
(71.5 KiB) Scaricato 181 volte
bilanciere.jpg
Alfredo Neri

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Messaggio da EspoFa » sab 29 dic, 2007 12:37

Ciao Kakuna,

ora non ricordo la foto a cui fa riferimento Fabio T. ma credo che sia un bilancere di quelli che tratto io, sul forum c'è un topic di cui se ne parla di un pò di tempo fa, l'indirizzo preciso non lo ricordo proprio.

Quello che hai postato (la foto) raffigura il modello per i micro.

Fabio

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Luca Baralis
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Messaggio da Luca Baralis » sab 29 dic, 2007 21:31

Domani do un'occhiata al tuo foglio di calcolo e ti mando i dati del mio bilanciere (un modello abbastanza artigianale e facile da costruire) compresa foto e descrizione dei difetti. :roll:

Ciao e auguri (per il prossimo anno).
Luca (LB)
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geocronite
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Messaggio da geocronite » lun 31 dic, 2007 9:24

Ciao Kakuna, io ho realizzato un bilancere molto efficace spendendo in tutto (di materiale) solo 50 euro.
Ho utilizzato un vecchio cric da camion da 6 tonnellate a cui sulla vite senza fine ho applicato una piastra e gli ho costruito attorno una struttura rattangolare con deLLe putrelle da 15 cm e in alto Ho saldato una lama di acciaio.
Funziona molto bene ma è progettato per ridurre pezzi grandi, i problemi che ho riscontrato sono: poca velocità nella riduzione (ogni volta che il cric ad olio ha lavorato devi riabbassarlo e ricominciare l'operazione, molto pericoloso se non si provvede a porre una protezione (o utilizzo una rete metallica molto fina, ma sto progettando una protezione di perspex per vedere il pezzo da ridurre) infine è un po' ingombrante e pesa circa 35 kg, per il resto funziona benissimo e trancia qualsiasi cosa gli metti sotto anche le rocce più tenaci! In più se si dovesse rompere il cric puoi sempre sostituirlo senza problemi mentre per quelli in commerco se si vizia la vite devi comunque o fartene uno nuovo o spendere molto per aggiustarlo.
Prossima settimana ti posto una foto per farti rendere conto.
Se non hai dimestichezza con la saldatrice puoi ricorrere a un fabbro ma il costo per costruirlo sale.
Ultima modifica di geocronite il mer 02 gen, 2008 11:25, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Marco E. Ciriotti » lun 31 dic, 2007 11:13

La soluzione "geocronite" è ottimale (per alcune tipologie di rocce il tonnellaggio potrebbe rivelarsi non abbastanza adeguato).
Ultima modifica di Marco E. Ciriotti il mar 01 gen, 2008 20:26, modificato 1 volta in totale.
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kakuna
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Messaggio da kakuna » mar 01 gen, 2008 20:25

Vi ringrazio tutti! Forse riusciamo a fare una piccola guida per costruirne uno!
Alfredo Neri

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Messaggio da Luciano Vaccari » mer 02 gen, 2008 10:45

Più che barra filettata (materiale dolce) ti suggerirei di cercare delle barre trapezoidali (hanno una filettatura diversa).

Usare la barra per fare le colonne laterali non mi sembra una buona idea, per lo stesso motivo (ferro dolce portato a deformarsi sotto sforzo).

Dovresti cercare dei tondini in acciaio o, al massimo, in materiale "bonificato"...
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
(Jalaluddin Rumi- XIII sec.)

Luciano
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Messaggio da geocronite » mer 02 gen, 2008 11:41

Ieri ho misurato le putrelle di acciaio a doppia "T" con cui ho costruito la struttura e sono da 20 cm, più che sufficienti per reggere quasiasi sforzo, in più ho dimenticato di aggiungere che sulla base ho ricavato una sede dove si posiziona il cric per non farlo muovere e degli spessori laterali per evitare lo sbilanciamento della "bottiglia" del cric.
Le ho provate tutte ma la migliore soluzione, per ora e se non si hanno molti soldi a disposizione, è quella che ho prospettato. Si può anche costruire un bilancere più piccolo (con un cric da 3 tonnellate) e quindi anche con una struttura di minor impegno, ma si fatica un po' a ridurre rocce più tenaci. Dopo anni di utilizzo sto cercando di migliorare il bilancere soprattutto la lama fissa a taglio (di circa 1 cm di spessore ed una altezza di circa 10 cm) che risulta non essere sufficientemente alta per alcuni campioni da ridurre, un particolare che in caso di una nuova costruzione va comunque preso in considerazione, però non si può alzare troppo la lama poichè altrimenti si rischia di "sbilanciare" il pezzo al momento dello schiacciamento attuato dal cric, sto cercando quindi di riuscire a trovare un giusto rapporto tra l'altezza massima della lama e la putrella su cui la stessa è saldata.

A presto foto e dati del bilancere.
fabio
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Messaggio da Zaffiro_xx » mer 02 gen, 2008 11:48

Dato che si entra nel mio campo :) mi permetto di dire la mia. :)

Tralasciando l'uso dei martinetti idraulici, nel caso di barre filettate, a determinarne la spinta ci sono 3 fattori fondamentali:

1) Lunghezza delle braccia di torsione
2) Angolo di spira del filetto
3) Tipologia del filetto.

Il punto 1 è abbastanza scontato "per effetto leva".

L'angolo di spira del filetto è una componente fondamentale, più è piccolo e maggiore sarà la spinta, un filetto si comporta come un cuneo. L'angolo di spira è determinato da due componenti: passo del filetto e diametro della vite. Aumentanto il passo, aumenta l'angolo ed aumentando il diametro l'angolo diminuisce. Ne consegue che vanno preferiti passi corti su diametri "medi" in modo tale da ridurre al minimo l'angolo ed ottenere un effetto cuneo maggiore.

Altro fattore importantissimo, è l'attrito, vi sono svariate tipologie di filettature con profili di vario genere ed ogni una di esse ha delle caratteristiche ben precise. Tipologia del filetto, materiali usati, qualità di finitura superficiale e lunghezza della madrevite, determinano la componente attrito. Componente da non trascurare, in alcune applicazioni a vite, si può avere una perdita di potenza anche superiore al 80% a causa dell'attrito!

Non vi ho dato la chiave di volta... ma piccoli spunti da considerare. :D
Danir

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