Geologia in libertà...

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angelo
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » ven 03 giu, 2016 19:28

Lasciamo stare un attimo gli affioramenti dell'Areasa presso Arquata S. in Valle Scrivia ed arriviamo alla parte superiore della "Formazione di Costa Areasa" dove la vediamo affiorare splendidamente - esposta in continuità (e non solo "a spot" come visto finora) grazie all'incisione del fiume Lemme nell'omonima valle a S di Gavi (AL). Se non c'è molta acqua (di questi tempi, ovviamente meglio lasciar perdere in quanto la portata del torrente Lemme è notevole) nei periodi più siccitosi, se dotati di buoni stivali impermeabili (del tipo sopra ginocchio o meglio ancora quelli del pescatore), stando attenti alle polle si può camminare in alveo ed osservare in continuità stratigrafica sugli incisi versanti la nostra profonda formazione marina prelanghiana in parola. :idea:

Eccomi con questi contributi da un siccitoso dicembre inoltrato dal greto del torrente Lemme :wink:

Contributi resisi possibili proprio grazie ad un mio passaggio invernale nel greto (a portata minima) del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nelle torbiditi della parte (stratigraf.) alta della prelanghiana "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico (che osserveremo in affioramento in alcune località) con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano). Tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte.

Questo è uno scorcio verso S dell'alveo incassato : in questo settore il torrente incide profondamente le formazioni mioceniche marine della monoclinale (che immergono a NW), generando sponde anche di notevole altezza. Ora lo vediamo così "micio micio" praticamente "in secca" con una portata minima (e con profondità max di qualche dm) e direi fortunatamente al fine di girovagare e fare interessanti osservazioni dall'alveo lungo le sponde con un semplice paio di stivali di gomma) ma questo è sempre il Lemme meno di 2 anni fa (...)
:arrow: http://www.youreporter.it/video_Alluvio ... e_in_piena :? da cui sono derivati importanti lavori idraulici.




[P.S.: esulando un attimo dal tema BTP è interessante anche osservare in greto rocce più antiche e profonde provenienti dallo smantellamento dei quadranti liguri, visto il decorso del Lemme :arrow: https://it.wikipedia.org/wiki/Lemme#/me ... azione.jpg posterò qualcosina a riguardo.]
Allegati
XX aff pomeriggio val lemme dx idr cess e sx idr areasa bis - Copia.jpg
[rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare] delle località di affioramento in esposizione continua del top della nostra miocenica "Formazione di Costa Areasa" di cui stiamo discutendo ; tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Val Lemme, Piemonte.
cessole 248 aff.e zona ponte verso N tutta parte sup form areasa.JPG
il ponte fa riferimento antropico per cogliere sul terreno (in greto Lemme) gli affioramenti demarcati con "e" in sx idr. a Sud del ponte : vedi precedente contributo satellitare : già sulla sx = sx idr. a Sud del ponte si possono osservare le parti più alte affioranti benchè non proprio la parte più alta che vedremo ancora un pò più a Nord, nei boschi presso affioramenti a spot c/o aff. "d" dove osserveremo passaggio stratigrafico alle sovrastanti "Marne di Cessole". Ne riparleremo.
cessole 249 aff.f areasa scorcio vs S vs monte.JPG
passaggio invernale nel greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano).

Questo è uno scorcio al crepuscolo invernale verso S dell'alveo incassato (litologie dell'Areasa affioranti splendidamente ed in continuità sulla dx = ossia sulla sponda in riva idr. sx) : in questo settore il torrente incide profondamente le formazioni mioceniche marine della monoclinale (che immergono a NW), generando sponde anche di notevole altezza. Ora lo vediamo così "micio micio" praticamente "in secca" con una portata minima (e con profondità max di qualche dm) e direi fortunatamente al fine di girovagare e fare interessanti osservazioni dall'alveo lungo le sponde con un semplice paio di stivali di gomma)

Tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » dom 05 giu, 2016 14:23

Dicevamo : giunti in alveo Lemme, l'erosione torrentizia ha inciso profondamente le formazioni mioceniche marine della monoclinale (che immergono a NW e dunque, per il fatto che il Lemme scorre ed incide lungo una direttiva pressoche S-N in questo settore dopo "d" e specialmente presso "e" - "f" #vedi contributi satellitari nominati precedenti con i relativi punti sul terreno# si vedono bene le sequenze stratigrafiche in sezioni grossomodo parallele all'immersione degli strati), generando sponde anche di notevole altezza, mettendo soprattutto (per i nostri obiettivi :idea: ) a nudo la parte superiore della "Formazione di Costa Areasa" dove la vediamo affiorare splendidamente - esposta in continuità (e non solo "a spot" come visto finora) grazie all'incisione del torrente, generando alte sponde specialmente in sponda idrografica sx e tali sponde sono localmente intagliate proprio nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano). La propizia bassa - minima portata di un corso d'acqua quasi in secca (e con profondità max di qualche dm) durante un autunno inoltrato - inizio inverno molto siccitoso ha fortunatamente dato ottimi spunti di peregrinazione al fine di girovagare e fare interessanti osservazioni dall'alveo lungo le sponde con un semplice paio di stivali di gomma. Allora continuiamo in analisi della formazione in questi scorci crepuscolari invernali dall'alveo incassato (litologie dell'Areasa affioranti splendidamente ed in continuità sulla dx = ossia sulla sponda in riva idr. sx) da un settore basso piemontese tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL) [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare] :o

Da qui si nota bene e complessivamente come la parte superiore della formazione (circa 200 m secondo la letteratura sedimentologica in essere) è essenzialmente costituita da marne e peliti siltose con rare e sottili intercalazioni di arenarie torbiditiche della facies D, come si può ben osservare (rari strati che spuntano più competenti e per erosione differenziale) : questa parte della formazione essenzialmente a dominanza pelitica pare sia stata deposta a cavallo di 2 ambienti bacinali : potrebbe rappresentare un ambiente di scarpata in transizione con la sottostante piana sottomarina. :wink:
Allegati
cessole 245.JPG
in questo settore il torrente incide profondamente le formazioni mioceniche marine della monoclinale (che immergono a NW), generando sponde anche di notevole altezza e mettendo splendidamente e propiziamente in affioramento la parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole". Propiziamente per il fatto che il Lemme scorre ed incide lungo una direttiva pressoche S-N in questo settore dopo "d" e specialmente presso "e" - "f" #vedi contributi satellitari nominati precedenti con i relativi punti sul terreno# permettendo di vedere bene le sequenze stratigrafiche in sezioni grossomodo parallele all'immersione degli strati.

Tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 246.JPG
in alveo Lemme (sponda idr. sx) : particolari sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole".
cessole 247.JPG
in alveo Lemme (sponda idr. sx) : particolari sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole".
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » dom 05 giu, 2016 14:37

Fatte salve le premesse :idea: dei precedenti post, proseguo con particolari in alveo Lemme (sponda idr. sx) : scorci sediemntologici sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima (ossia stratigraf. poco sotto) del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole". :wink:
Allegati
cessole 250.JPG
in questo settore il torrente Lemme incide profondamente le formazioni mioceniche marine della monoclinale (che immergono a NW), generando sponde anche di notevole altezza e mettendo splendidamente e propiziamente in affioramento la parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole". Propiziamente per il fatto che il Lemme scorre ed incide lungo una direttiva pressochè S-N (in questo settore dopo "d" e specialmente presso "e" - "f" #vedi contributi satellitari nominati precedenti con i relativi punti sul terreno#) permettendo di vedere bene le sequenze stratigrafiche in sezioni grossomodo parallele all'immersione degli strati.

Tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Val di Lemme, basso Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 251.JPG
in alveo Lemme (sponda idr. sx) : particolari sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole".
cessole 258 aff.f parte sup areasa in sponda idr.sx.JPG
in alveo Lemme (sponda idr. sx) : particolari sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole".

Uno dei migliori affioramenti osservabili esposti in continuità stratigrafica relativamente alla parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa". E direi anche propiziamente per il fatto che il Lemme scorre ed incide lungo una direttiva pressochè S-N (in questo settore dopo "d" e specialmente presso "e" - "f" #vedi contributi satellitari nominati precedenti con i relativi punti sul terreno#) permettendo di vedere bene le sequenze stratigrafiche in sezioni grossomodo parallele all'immersione degli strati.
Ultima modifica di angelo il lun 06 giu, 2016 18:32, modificato 1 volta in totale.
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da Luciano Vaccari » lun 06 giu, 2016 12:25

Angelo, zitto zitto e piano piano stai mappando fotograficamente tutta la penisola :D :D :D

Vai alla grande!! :wink:
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
(Jalaluddin Rumi- XIII sec.)

Luciano
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » mer 08 giu, 2016 19:47

...o perlomeno negli scorci utili ai nostri obiettivi (attualmente connessi al B.T.P.), Luciano ! Thank you ! :wink:

Fatte salve le premesse :idea: dei precedenti post, proseguo con particolari in alveo Lemme (sponda idr. sx) : scorci sediemntologici sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima (ossia stratigraf. poco sotto) del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" che osserveremo in un momento successivo nell'evoluzione, dal basso verso l'alto della colonnina stratigrafica ideale B.T.P. :wink:
Allegati
cessole 259 aff.f areasa F.JPG
passaggio invernale nel greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano).

Questo è uno scorcio al crepuscolo invernale verso S dell'alveo incassato (litologie dell'Areasa affioranti splendidamente ed in continuità sulla dx = ossia sulla sponda in riva idr. sx) : in questo settore il torrente incide profondamente le formazioni mioceniche marine della monoclinale (che immergono a NW), generando sponde anche di notevole altezza. Ora lo vediamo così "micio micio" praticamente "in secca" con una portata minima (e con profondità max di qualche dm) e direi fortunatamente al fine di girovagare e fare interessanti osservazioni dall'alveo lungo le sponde con un semplice paio di stivali di gomma)

Tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 244 posiz in cui sono da ora in poi aff.e.JPG
quando si è in alveo, spesso con pochi punti di reiferimento, anche il satellitare auto che si avvalga di elementi topografici (nel caso : decorso del torrente) può venirci in soccorso alla bisogna per cogliere sul terreno (nel caso, in greto Lemme) gli affioramenti demarcati dopo "e" ("e" ed "f") in sx idr. verso Sud dal ponte in poi : vedi anche precedente contributo satellitare.
cessole 265.JPG
in alveo Lemme (sponda idr. sx) : particolari sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole".
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » mer 08 giu, 2016 19:59

Ancora dall'alveo del Lemme (sponda idr. sx) particolari su gli affioramenti demarcati a Sud di "e" ("e" ed "f") in sx idr. dopo il ponte (vedi anche precedente contributo satellitare) : particolari sulla parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole". Sequenza di particolari stratigrafici esposti in continuità dal basso verso l'alto. :o

Si nota chiaramente il prevalere delle litologie emipelagiche (marne) su quelle torbiditiche (intercalazioni delle più competenti arenarie) :wink:
Allegati
cessole 262.JPG
Sequenza di particolari stratigrafici esposti in continuità dal basso verso l'alto, a seguito di personale passaggio invernale nel greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano).

In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 263.JPG
Sequenza di particolari stratigrafici esposti in continuità dal basso verso l'alto, a seguito di personale passaggio invernale nel greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano).
cessole 264.JPG
Sequenza di particolari stratigrafici esposti in continuità dal basso verso l'alto, a seguito di personale passaggio invernale nel greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano).
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » gio 09 giu, 2016 19:00

Stiamo osservando come la parte superiore della formazione (circa 200 m secondo la letteratura sedimentologica in essere) in visione ("Formazione di Costa Areasa") sia essenzialmente costituita da marne e peliti siltose con rare e sottili intercalazioni di arenarie torbiditiche della facies D, come si può ben osservare (rari strati che spuntano più competenti e per erosione differenziale) : questa parte della formazione essenzialmente a dominanza pelitica pare sia stata deposta a cavallo di 2 ambienti bacinali : potrebbe rappresentare un ambiente di scarpata in transizione con la sottostante piana sottomarina. Ricordo anche come la formazione si sia deposta in condizioni bacinali controllati dalla tettonica distensiva che aveva già creato condizioni di una forte subsidenza che a sua volta determinava il perdurare di condizioni di trasgressione iniziata già con evoluzioni intraformazionali relative alla "Formazione di Costa Montada" : condizioni che perdurano localmente (nel basso tettonostratigrafico "Paleobasso" delle valli Scrivia - Lemme) anche a tutto l'Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia nel Miocene inferiore. "Paleobasso" che passa rapidamente ad un "paleoalto" adiacente (val Borbera - Grue) : la tettonica continuava ad influenzare il profilo palobatimetrico e relativamente la sedimentazione. :wink:
Allegati
pag bianca schemi - conoide sottomarina.jpg
Mettiamo in relazione l'ambiente deposizionale entro il modello di una conoide sottomarina profonda (conoide torbiditica relativamente distale) : infatti stiamo osservando come la parte superiore della formazione (circa 200 m secondo la letteratura sedimentologica in essere) in visione ("Formazione di Costa Areasa") sia essenzialmente costituita da marne e peliti siltose con rare e sottili intercalazioni di arenarie torbiditiche della facies D, come si può ben osservare (rari strati che spuntano più competenti e per erosione differenziale) : questa parte della formazione essenzialmente a dominanza pelitica pare sia stata deposta a cavallo di 2 ambienti bacinali : potrebbe rappresentare un ambiente di scarpata in transizione con la sottostante piana sottomarina.
pag bianca schemi Conoide_torbiditica_leggibile.jpg
Mettiamo in relazione l'ambiente deposizionale entro il modello di una conoide sottomarina profonda (conoide torbiditica relativamente distale) : infatti stiamo osservando come la parte superiore della formazione (circa 200 m secondo la letteratura sedimentologica in essere) in visione ("Formazione di Costa Areasa") sia essenzialmente costituita da marne e peliti siltose con rare e sottili intercalazioni di arenarie torbiditiche della facies D, come si può ben osservare (rari strati che spuntano più competenti e per erosione differenziale) : questa parte della formazione essenzialmente a dominanza pelitica pare sia stata deposta a cavallo di 2 ambienti bacinali : potrebbe rappresentare un ambiente di scarpata in transizione con la sottostante piana sottomarina.
bacino distensivo controllato da f norm.jpg
Ricordo anche come la formazione si sia deposta in condizioni bacinali controllati dalla tettonica distensiva che aveva già creato condizioni di una forte subsidenza che a sua volta determinava il perdurare di condizioni di trasgressione iniziata già con evoluzioni intraformazionali relative alla "Formazione di Costa Montada" : condizioni che perdurano localmente (nel basso tettonostratigrafico "Paleobasso" delle valli Scrivia - Lemme) anche a tutto l'Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia nel Miocene inferiore. "Paleobasso" che passa rapidamente ad un "paleoalto" adiacente (val Borbera - Grue) : la tettonica continuava ad influenzare il profilo palobatimetrico e relativamente la sedimentazione.
bacino distensivo controllato da f norm.jpg (8.43 KiB) Visto 3394 volte
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » gio 09 giu, 2016 20:12

Ricordando :idea: sempre come le torbiditi (a cui la nostra "Formazione di Costa Areasa" appartiene) siano flussi sottomarini più o meno profondi di sedimenti terrigeni o carbonatici più o meno diluiti ("correnti di torbida") che si intercalano nelle emipelagiti (marne) / pelagiti (argille) e vengano nella moderna ricerca sedimentologica interpretate in base ai diversi ambienti deposizionali nei seguenti sistemi torbiditici : a) prossimali (tipo III nella classificazione di Mutti connessi a lobi sommersi di delta-conoide alias prosecusioni deposizionali deltizi, in ambienti non distali dalla piattaforma continentale, lungo la scarpata continentale) ; b) intermedi (tipo II nella classificazione di Mutti connessi a deposizionali più distali e profondi, in ambienti più distali rispetto alla piattaforma continentale, ai piedi della scarpata continentale : ambienti di raccordo a cui la nostra formazione in parola appartiene in transizione al sistema successivo) ; c) in ambienti distali (tipo I nella classificazione di Mutti connessi a deposizionali ancora più distali e profondi : ambienti pelagici corrispondenti alla piana di bacino). Inoltre la varietà di tipologie di torbiditi (depositi delle "correnti di torbida") oltre alla vicinanza o lontananza dalle zone sorgenti rispetto a profondità e linea di costa la facies è determinata dall'appartenenza, nell'ambito della stessa conoide torbiditica, a lobi prossimali o distali della medesima conoide : da cui la declinazione nelle varie facies). Le torbiditi sono sistemi complessi ma che in base alle litologie prevalenti (rapporto arenarie/marne), contenuti micropaleontologici (inclusi in queste ultime), distribuzione e declinazione entro gli strati torbiditici arenacei dei livelli laminati (Ta-e) permettono di risalire allo sviluppo batimetrico ed paleogeografia bacinale più in generale. :wink:
Allegati
sedimentary-structures-14-638.jpg
Ricordando sempre come le torbiditi (a cui la nostra "Formazione di Costa Areasa" appartiene) siano flussi sottomarini più o meno profondi di sedimenti terrigeni o carbonatici più o meno diluiti ("correnti di torbida") che si intercalano nelle emipelagiti (marne) / pelagiti (argille).
Fig_021-MuttisModel.jpg
flussi torbiditici (che ci lasceranno in eredità arenarie e silt) che vengono nella moderna ricerca sedimentologica interpretate in base ai diversi ambienti deposizionali nei seguenti sistemi torbiditici : a) prossimali (tipo III nella classificazione di Mutti connessi a lobi sommersi di delta-conoide alias prosecusioni deposizionali deltizi, in ambienti non distali dalla piattaforma continentale, lungo la scarpata continentale) ; b) intermedi (tipo II nella classificazione di Mutti connessi a deposizionali più distali e profondi, in ambienti più distali rispetto alla piattaforma continentale, ai piedi della scarpata continentale : ambienti di raccordo a cui la nostra formazione in parola appartiene in transizione al sistema successivo) ; c) in ambienti distali (tipo I nella classificazione di Mutti connessi a deposizionali ancora più distali e profondi : ambienti pelagici corrispondenti alla piana di bacino).
pag bianca schemi  conoide deposizionale ideale interna esterna.jpg
Inoltre la varietà di tipologie di torbiditi (depositi delle "correnti di torbida") oltre alla vicinanza o lontananza dalle zone sorgenti rispetto a profondità e linea di costa la facies è determinata dall'appartenenza, nell'ambito della stessa conoide torbiditica, a lobi prossimali o distali della medesima conoide : da cui la declinazione nelle varie facies). Le torbiditi sono sistemi complessi ma che in base alle litologie prevalenti (rapporto arenarie/marne), contenuti micropaleontologici (inclusi in queste ultime), distribuzione e declinazione entro gli strati torbiditici arenacei dei livelli laminati (Ta-e) permettono di risalire allo sviluppo batimetrico ed paleogeografia bacinale più in generale.
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » ven 24 giu, 2016 11:36

Dopo ennesima ma doverosa parentesi di digressione :idea: sulle torbiditi, riprendiamo dal greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano). Proseguiamo ricordando come la parte superiore della formazione (circa 200 m secondo la letteratura sedimentologica in essere) in visione ("Formazione di Costa Areasa") sia essenzialmente costituita da marne e peliti siltose con rare e sottili intercalazioni di arenarie torbiditiche della facies D, come si può ben osservare (rari strati che spuntano più competenti e per erosione differenziale) : questa parte della formazione essenzialmente a dominanza pelitica pare sia stata deposta a cavallo di 2 ambienti bacinali : potrebbe rappresentare un ambiente di scarpata in transizione con la sottostante piana sottomarina. :idea:

Ricordo anche come la formazione si sia deposta in condizioni bacinali controllati dalla tettonica distensiva che aveva già creato condizioni di una forte subsidenza che partiva " a spot" ossia localizzata dall'Aquitaniano (vedi "paleobasso della Valle Scrivia") una subsidenza in settori localizzati per poi arrivare ad una generalizzata subsidenza che infine riguarderà tutto il bacino con la fine del Burdigaliano e soprattutto con il Langhiano attraverso l'ubiquitaria deposizione delle succitate "Marne di Cessole" (che osserveremo e studieremo come formazione successiva) e che affiorano in tutti i settori. :wink:
Allegati
cessole 268 aff.f strato arenaceo areasa funge da soglia dentellata.JPG
presso l'aff."f" (vedi rif.satellitare) particolari stratigrafici esposti in continuità dal basso verso l'alto, a seguito di personale passaggio invernale nel greto del torrente Lemme per analisi delle sue sponde localmente intagliate nella parte alta (top) delle torbiditi della parte stratigraf. superiore della "Formazione di Costa Areasa" dell'Aquitaniano (Aquitaniano sup. - Burdigaliano inf. ossia Miocene inferiore) poco prima del contatto stratigrafico con le sovrastanti "Marne di Cessole" (del Burdigaliano medio/sup. - Langhiano) all'interno della monoclinale del BTP (il "mare interno" terziario padano).

Qui particolari di uno strato torbiditico arenaceo della parte alta dell'Areasa la cui continuazione laterale semismantellata dal decorso fluviale costituisce una sorta di "dentellata soglia naturale".

In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 269.JPG
Qui particolari di uno strato torbiditico arenaceo della parte alta dell'Areasa la cui continuazione laterale semismantellata dal decorso fluviale costituisce una sorta di "dentellata soglia naturale". Se si osserva bene in particolare nel quadrante in alto a sx si intravvedono le laminazioni piano-parallele interne

In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 236 andando vs S mi giro vs N vedo aff.c in sfondo e aff.d sulla dx.JPG
In scorcio osserviamo (guardando da S verso N) sulla parte dx foto (ossia sponda orientale Lemme) gli aff."c" e "d" (vedi rif.satellitare) ossia i settori dove si realizza (e lo osserveremo nel dettaglio) il passaggio stratigrafico tra la "Formazione di Costa Areasa" e le sovrastanti "Marne di Cessole" (che affiorano in sfondo a centro foto) ; sul greto del Lemme, campioneremo anche diverse rocce provenienti dallo smantellamento dei più interni settori liguri : gli alvei dei corsi d'acqua rappresentano pur sempre ottimi musei petrografici all'aperto che ci raccontano delle loro zone di alimentazione !
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » mer 29 giu, 2016 17:42

...dicevamo : sul greto del torrente Lemme, possiamo campionare anche diverse rocce provenienti a) dalle formazioni marine più a monte (più meridionali = stratigraficamente sottostanti nella colonna del BTP) nonchè provenienti b) dallo smantellamento delle formazioni metamorfiche più antiche relative ai più interni settori liguri : gli alvei dei corsi d'acqua rappresentano pur sempre ottimi musei petrografici all'aperto che ci raccontano delle loro zone di alimentazione ! :wink:

Partiamo con alcuni scorci sui campioni alluvionali rinvenuti in alveo Lemme provenienti a) dalle formazioni marine più a monte (più meridionali = stratigraficamente sottostanti nella colonna del BTP). Trattasi di porzioni di strato relative ai debris grossolani e senza laminazioni interne che avevamo visto intercalati nella parte alta della "Formazione di Costa Montada" (che era la sottostante formazione marina) che infatti non mostrano un alto grado di trasporto visto il basso grado di burattatura (spigoli non del tutto smussati) : sono porzioni litiche, con volumi anche superiori al mc, che hanno avuto un trasporto nell'ordine di grandezza di svariate centinaia di mt ma non nell'ordine di grandezza dei km. Ricordiamo che questi potenti lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici non appartengono alla "Formazione di Costa Areasa" in quanto il livello Ta non si sviluppa nelle afferenti torbiditi diluite della Facies D. Qui è interessante osservare comodamente questi debris, campionarli anche nei dettagli così come anche i relativi sole-marks ossia le relative controimpronte dalla "pancia di strato" di suddetti debris : flute/groove-casts sviluppatesi alla base (letto) dello strato del debris che ricordo evolutesi a spese della parte superiore (tetto) dello strato sottostante, in seguito a movimenti vorticosi / azioni erosive da trascinamento longitudinale legate ai fenomeni trattivi dei debris flow. Ovviamente in un ambiente geologico totalmente nuovo (passato da marino a continentale/fluviale) e decisamente più recente (passando dal Miocene al Quaternario) le recenti piene del Lemme (stiamo parlando delle cosiddette "alluvioni attuali"), oltre a trascinare questi che sono diventati boulders alluvionali (ex debris), li hanno anche ribaltati permettendo di mettere le controimpronte basali rivolte verso l'alto e di osservare bene ciò che in ammasso in posto una volta era rivolto verso il basso. :o
Allegati
cessole 238 controimpronte strato in alveo lemme in zona aff.e.JPG
boulder alluvionale in alveo Lemme che è il rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".

Partiamo con alcuni scorci sui campioni alluvionali rinvenuti in alveo Lemme provenienti a) dalle formazioni marine più a monte (più meridionali = stratigraficamente sottostanti nella colonna del BTP). Trattasi di porzioni di strato relative ai debris grossolani e senza laminazioni interne che avevamo visto intercalati nella parte alta della "Formazione di Costa Montada" (che era la sottostante formazione marina) che infatti non mostrano un alto grado di trasporto visto il basso grado di burattatura (spigoli non del tutto smussati) : sono porzioni litiche, con volumi anche superiori al mc, che hanno avuto un trasporto nell'ordine di grandezza di svariate centinaia di mt ma non nell'ordine di grandezza dei km. Ricordiamo che questi potenti lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici non appartengono alla "Formazione di Costa Areasa" in quanto il livello Ta non si sviluppa nelle afferenti torbiditi diluite della Facies D. Qui è interessante osservare comodamente questi debris, campionarli anche nei dettagli così come anche i relativi sole-marks ossia le relative controimpronte dalla "pancia di strato" di suddetti debris : flute/groove-casts sviluppatesi alla base (letto) dello strato del debris che ricordo evolutesi a spese della parte superiore (tetto) dello strato sottostante, in seguito a movimenti vorticosi / azioni erosive da trascinamento longitudinale legate ai fenomeni trattivi dei debris flow. Ovviamente in un ambiente geologico totalmente nuovo (passato da marino a continentale/fluviale) e decisamente più recente (passando dal Miocene al Quaternario) le recenti piene del Lemme (stiamo parlando delle cosiddette "alluvioni attuali"), oltre a trascinare questi che sono diventati boulders alluvionali (ex debris), li hanno anche ribaltati permettendo di mettere le controimpronte basali rivolte verso l'alto e di osservare bene ciò che in ammasso in posto una volta era rivolto verso il basso.

In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 239.JPG
Particolare più ravvicinato di boulder alluvionale in alveo Lemme che è il rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".
cessole 240.JPG
Particolare ancor più ravvicinato di boulder alluvionale in alveo Lemme che è il rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » gio 30 giu, 2016 11:27

Ancora particolari più ravvicinati dai boulders alluvionali in alveo Lemme che rappresentano il rimaneggiamento di lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livelli a debris provenienti stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada" , porzioni di strato relative ai debris grossolani e senza laminazioni interne che avevamo visto intercalati nella parte alta della formazione sottostante rispetto alla "Formazione di Costa Areasa" (che era la sottostante formazione marina) che infatti non mostrano un alto grado di trasporto visto il basso grado di burattatura :idea: (spigoli non del tutto smussati) : sono porzioni litiche, con volumi anche superiori al mc, che hanno avuto un trasporto nell'ordine di grandezza di svariate centinaia di mt ma non nell'ordine di grandezza dei km. Ricordiamo che questi potenti lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici non appartengono alla "Formazione di Costa Areasa" in quanto il livello Ta non si sviluppa nelle afferenti torbiditi diluite della Facies D. Qui è interessante osservare comodamente questi debris, campionarli anche nei dettagli così come anche i relativi sole-marks ossia le relative controimpronte basali dalla "pancia di strato" di suddetti debris. :wink:
Allegati
cessole 252 det parte a controimpronte base strato debris Cta Montada.JPG
boulder alluvionale in alveo Lemme che è il rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".

In base all'andamento dei groove ed in base all'andamento del lato più inclinato sempre a monte / del lato meno inclinato sempre a valle rispetto alla corrente trattiva nonchè in base delle "svirgolature" dei flute si può intuire il paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato obliquo da ang.foto in basso a dx ad ang.foto in alto a sx. Ora con un masso svincolato non è possibile fare altre correlazioni (ma in posto molte di queste letture danno paleoversi N).

In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 243.JPG
Particolare più ravvicinato di boulder alluvionale in alveo Lemme che è il rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".
cessole 253.JPG
Particolare più ravvicinato di boulder alluvionale in alveo Lemme che è il rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » mer 13 lug, 2016 17:33

Ancora particolari più ravvicinati da boulders alluvionali in alveo Lemme che risultano derivare dal rimaneggiamento di un lembo di strato arenaceo grossolano-conglomeratico + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada". :)

In base all'andamento dei groove ed in base all'andamento nei flute del lato più inclinato sempre a monte / del lato meno inclinato sempre a valle rispetto alla corrente trattiva nonchè in base delle "svirgolature a ferro di cavallo" dei flute (la corrente trattiva principale entra ed in uscita si sdoppia biforcandosi, magari in presenza di un paleo-ostacolo) si può intuire il paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato qui orizzontale da dx a sx foto. Ora con un masso svincolato non è possibile fare altre correlazioni (ma in posto molte di queste letture danno paleoversi N). :wink:
Allegati
cessole 254.JPG
in base all'andamento nei flute del lato più inclinato sempre a monte / del lato meno inclinato sempre a valle rispetto alla corrente trattiva nonchè in base delle "svirgolature a ferro di cavallo" dei flute (la corrente trattiva principale entra ed in uscita si sdoppia biforcandosi, magari in presenza di un paleo-ostacolo) si può intuire il paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato qui orizzontale da dx a sx foto.

In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 255 controimp in congl parte inf strato debris montada alveo lemme.JPG
ancora in base delle "svirgolature a ferro di cavallo" dei flute (la corrente trattiva principale entra ed in uscita si sdoppia biforcandosi, magari in presenza di un paleo-ostacolo) si può intuire il paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato qui orizzontale da dx a sx foto.
cessole 256.JPG
tipico flute-cast singolo che, in base alla disposizione del lato più inclinato (sempre a monte) / del lato meno inclinato (sempre a valle) rispetto alla corrente trattiva ci conferma il suddetto paleoverso della corrente trattiva.

Paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato qui orizzontale da dx a sx foto.
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » mer 13 lug, 2016 17:51

Facciamo parlare le immagini ed i modelli riguardanti tipico flute-cast singolo (controimpronte basali asimmetriche/longitudinali di ex livello a debris proveniente stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada") che, in base alla disposizione del lato più inclinato (sempre a monte) / del lato meno inclinato (sempre a valle) rispetto alla corrente trattiva ci conferma il suddetto paleoverso della corrente trattiva. Paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato qui orizzontale da dx a sx foto. :wink:

Utilizzo il modello morfologico interpretativo sia in posizione "normale" che in posizione ribaltata
(visto che lo strato è sottosopra con "la pancia all'aria") in modo che possa essere più facilmente
interpretato. :idea:
Allegati
FLUTE CASTS.jpg
modello morfologico interpretativo in posizione "normale" per flute cast.
FLUTE CASTS (2).jpg
modello morfologico interpretativo in posizione ribaltata per flute cast (più utile a visualizzare il caso della realtà in foto successiva).
cessole 256 - Copia.JPG
tipico flute-cast singolo che, in base alla disposizione del lato più inclinato (sempre a monte) / del lato meno inclinato (sempre a valle) rispetto alla corrente trattiva ci conferma il suddetto paleoverso della corrente trattiva.

Paleoverso della corrente trattiva del debris flow che ha messo in posto il debris = detto paleoverso sarebbe stato qui orizzontale da dx a sx foto.
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » ven 15 lug, 2016 18:13

Le controimpronte basali asimmetriche/longitudinali di ex livelli a debris, come avevamo già detto, provengono stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada" : ora li vediamo come boulders alluvionali in alveo Lemme e rappresentano il rimaneggiamento di lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livelli a debris provenienti stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada" , porzioni di strato relative ai debris grossolani che avevamo visto intercalati nella parte alta di quella formazione sottostante rispetto alla "Formazione di Costa Areasa" (che era la sottostante formazione marina) : boulders che infatti non mostrano un alto grado di trasporto visto il basso grado di burattatura (spigoli non del tutto smussati) : sono porzioni litiche, con volumi anche superiori al mc, che hanno avuto un trasporto nell'ordine di grandezza di svariate centinaia di mt ma non nell'ordine di grandezza dei km. :o

Questi debris arenaceo grossolani-conglomeratici + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts)
li avevamo già osservati e descitti in posto nella precedente e sottostante "Formazione di Costa Montada" in Val Neirone. :wink:
Allegati
cessole 257.JPG
scorcio sulle controimpronte basali al di sotto di un boulder (volume > mc) in alveo Lemme derivante dal rimaneggiamento - trasporto alluvionale di ex livelli a debris = lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici + relative controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livelli a debris provenienti stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada". In alveo Lemme, tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
areasa 102 montada banconi debris aff.3 groove e flute casts alla base bancone 2 m - Copia - Copia.jpg
Avevamo già visto in situ detti livelli a debris = strati arenaceo grossolani-conglomeratici + relative controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livelli a debris provenienti stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada", qui era presso la testata della Val Neirone.
areasa 113 top montada banconi stratigraf sotto preced bancone altri banconi zona arenacea - Copia.jpg
Avevamo già visto in situ detti livelli a debris = strati arenaceo grossolani-conglomeratici + relative controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livelli a debris provenienti stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada", qui era presso la testata della Val Neirone.
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Re: Geologia in libertà...

Messaggio da angelo » lun 18 lug, 2016 17:22

...dicevamo : sul greto del torrente Lemme, possiamo campionare anche diverse rocce provenienti a) dalle formazioni marine più a monte (più meridionali = stratigraficamente sottostanti nella colonna del BTP) nonchè provenienti b) dallo smantellamento delle formazioni metamorfiche ancora più antiche relative al substrato metamorico correlato ai più interni settori liguri : gli alvei dei corsi d'acqua rappresentano pur sempre ottimi musei petrografici all'aperto che ci raccontano delle loro zone di alimentazione ! :o

Bene ...del punto a) abbiamo già detto qualcosa :idea: a riguardo dei risultati alluvionali del rimaneggiamento di lembi di strati arenaceo grossolani-conglomeratici + controimpronte basali asimmetriche/longitudinali (flute/groove casts) di ex livelli a debris provenienti stratigraficamente dalla sottostante "Formazione di Costa Montada".

Ora sarebbe interessante mostrare qualcosa riguardante il punto b) riguardante porzioni litiche derivanti dallo smantellamento - rimaneggiamento alluvionale delle formazioni metamorfiche ancora più antiche relative al substrato metamorico correlato ai più interni settori liguri, boulers metacrostali oceanici dell'ex Oceano Ligure_Piemontese rinvenuti sempre in questa parte dell'alveo del Lemme. Intanto vi presento le rocce come rinvenute ed in frattura fresca, dopo facciamo qualche ipotesi (sì ovviamente rimaniamo nel campo speculativo visto che parliamo di brandelli svincolati dai loro ammassi in posto originari). Ed anche perchè sono personalmente in attesa dei risultati da analisi in sezione sottile recentemente commissionate presso Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Milano da parte dell'amico - collega Dr.Alessandro Da Mommio.
E su cui vi terrò - ovviamente - aggiornati :wink:
Allegati
cessole 249 aff.f areasa scorcio vs S vs monte - Copia.JPG
Questo scorcio crepuscolare verso S derivante dal passaggio invernale nel greto del torrente Lemme , all'interno dell'alveo incassato, oltre a poter osservare splendidamente in affioramento continuo le litologie superiori dell'Areasa, di cui abbiamo già fatto menzione...

...si possono anche osservare porzioni litiche che non centrano nulla con il contesto circostante delle formazioni marine del BTP , bensì brandelli , porzioni litiche derivanti dallo smantellamento - rimaneggiamento alluvionale delle formazioni metamorfiche ancora più antiche relative al substrato metamorico correlato ai più interni settori liguri, boulers metacrostali oceanici dell'ex Oceano Ligure_Piemontese rinvenuti sempre in questa parte dell'alveo del Lemme. Intanto vi presento le rocce come rinvenute ed in frattura fresca, dopo facciamo qualche ipotesi (metagabbri eclogitici parzialmente retrocessi del massiccio del Voltri o metagabbri in facies "scisti blu" : le cosiddette "pegliti" chiamate così in generale non in riferimento toponomastico originario della zona di apporto, ovviamente).

Il boulder campionato sottostante è quello rinvenuto in 2° posizione in sfondo (frecce verdi); tuttavia, anche quello in 1°piano è costituito dalla medesima litologia.

Sempre in alveo Lemme tra Gavi e Sermoria - Carrosio (AL), Piemonte [rif. affioramenti "e" - "f" in sx idr. a Sud del ponte : vedi contributo satellitare]
cessole 266 blocco alluv eclogite o ex gabb scisti blu in lemme zona aff.f.JPG
primi piani sia esterni sia in frattura fresca porzioni litiche derivanti dallo smantellamento - rimaneggiamento alluvionale delle formazioni metamorfiche ancora più antiche relative al substrato metamorico correlato ai più interni settori liguri, boulers metacrostali oceanici dell'ex Oceano Ligure_Piemontese rinvenuti sempre in questa parte dell'alveo del Lemme. Intanto vi presento le rocce come rinvenute ed in frattura fresca, dopo facciamo qualche ipotesi (metagabbri eclogitici parzialmente retrocessi del massiccio del Voltri o metagabbri in facies "scisti blu" : le cosiddette "pegliti" chiamate così in generale non in riferimento toponomastico originario della zona di apporto, ovviamente). Apparentemente i piccoli minerali pseudotondeggianti vinati che sciamano e fasciano concentrandosi in determinati livelli sembrerebbero ("occhiometricamente") nuguli di piccoli granati pseudotondeggianti, patine aranciate interne di ossidi di Fe ; il dubbio rimane sui femici (dubbio fondamentale da cui arguire poi la classificazione petrografica), ma ne riparleremo... intanto eccone alcuni scorci.
cessole 267.JPG
primi piani sia esterni sia in frattura fresca porzioni litiche derivanti dallo smantellamento - rimaneggiamento alluvionale delle formazioni metamorfiche ancora più antiche relative al substrato metamorico correlato ai più interni settori liguri, boulers metacrostali oceanici dell'ex Oceano Ligure_Piemontese rinvenuti sempre in questa parte dell'alveo del Lemme. Intanto vi presento le rocce come rinvenute ed in frattura fresca, dopo facciamo qualche ipotesi (metagabbri eclogitici parzialmente retrocessi del massiccio del Voltri o metagabbri in facies "scisti blu" : le cosiddette "pegliti" chiamate così in generale non in riferimento toponomastico originario della zona di apporto, ovviamente). Apparentemente i piccoli minerali pseudotondeggianti vinati che sciamano e fasciano concentrandosi in determinati livelli sembrerebbero ("occhiometricamente") nuguli di piccoli granati pseudotondeggianti, patine aranciate interne di ossidi di Fe ; il dubbio rimane sui femici (dubbio fondamentale da cui arguire poi la classificazione petrografica), ma ne riparleremo... intanto eccone alcuni scorci.
"Geologo è colui che legge un libro che è la Terra,le cui pagine a volte contorte sono le rocce,è1libro bellissimo che parla delle pressioni, dello spazio, e degli abissi del tempo remoto.Ed i minerali sono i custodi di questa storia... "

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