Lampade da miniera

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Simone Ferrante
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » lun 28 mag, 2012 19:48

BECCARI SIMONE ha scritto:Ne ho diverse di sicurezza della Thomas e Williams Cambrian fabbricate in Galles diverse della Friemann e Wolf, della Polnische Wetterlampe. Altre sono elettriche della Dominit, della Hersteller Friemann e Wolf. Quelle poche a carburo che posseggo sono tutte della Ricceri

Devi sapere che al pari della Eccles anche la Thomas Williams ha continuato a produrre lampade da miniera come souvenir fino a circa 5 anni fa.I prezzi di queste lampade erano talmente alti che era preferibile comprare un modello originale di miniera autentico che una replica moderna.Le riconosci per tantissimi dettagli,non ultimo il vetro che non è in borosilicato.
La Polnische Wetterlampe ovvero "Lampada di sicurezza polacca" in lingua tedesca era un prodotto della Elektrometal Cieszyn,la quale rilevò i progetti e le licenze delle lampade Friemann Wolf tedesche modello 300 e 301 e le riprodusse per le miniere locali.Sono modelli molto comuni.Se mi fai vedere le foto,visto che mi hai citato la Thomas Williams e la Dominit ti controllo se hai dei modelli rari che non si trovano in giro.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da BECCARI SIMONE » lun 28 mag, 2012 19:51

Simone il problema che ho tutto al museo!!!! Abbiamo fatto una vetrina. Comunque ti confermo che è tutto materiale degli anni 50 70 massimo

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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » lun 28 mag, 2012 20:09

BECCARI SIMONE ha scritto:Simone il problema che ho tutto al museo!!!! Abbiamo fatto una vetrina. Comunque ti confermo che è tutto materiale degli anni 50 70 massimo

Confermo allora:sono tutte originali.Ho visto le foto,compreso quel meraviglioso Spiralarm type S "Sewer" degli anni 50.Domani posterò la foto anche di quello.Intanto guardo se mi riesce trovare in giro qualche altra foto delle vetrine del museo per rinfrescarmi la memoria.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Luciano Vaccari » lun 28 mag, 2012 22:34

C'è un mondo dietro alla lampade...interessante.
Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c'è un campo. Ti aspetterò laggiù.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » mar 29 mag, 2012 16:13

Lampada di sicurezza francese a benzina di fabbricazione Arras.
Si tratta di un modello piuttosto diffuso ma molto quotato fra i collezionisti almeno negli esemplari in perfette condizioni che risultao rarissimi.
La ditta Arras,in seguito Arras Maxei,era un'azienda specializzata nella produzione di sistemi di illuminazione per miniera sia ad acetilene che ad olio, a benzina ed addirittura elettrici.
La C.F. ?agréèe l' 01/06/53,come evidenziato da una placchetta in ottone sulla vetta della lampada era un modello facente parte di una serie di lampade di sicurezza prodotte da questa azienda.
Altri modelli erano le BNF, le PE,le RE etc etc.Ciascuna con una caratteristica particolare che la diversificava dagli altri modelli.
Tale lampada venne adottata a partire dal 1953 per rimpiazare la lampada Arras di tipo Standard.
Nonostante il rimpiazzo,il modello che veniva sostituito era di gran lunga superiore e decisamente più sicuro.E' da attribuire ad una lampada Arras CF come questa l'esposione nel pozzo Simon e la morte di numerosi minatori nel 1985.Da allora le lampade di sicurezza vennero bandite nelle miniere francesi.
Questo modello si contraddistingue dalle altre per la presenza di una doppia chiusura magnetica e per l'accensione laterale (in genere l'accensione delle lampade di tipo Wolf era dal basso).
L'innesco veniva effettuato attraverso un sistema al Ferro Cerio in grado di produrre scintille su una pietra focaia.I vapori dello stoppino imbevuto di benzina si incendiavano a contatto con la scintilla.
Come per altri modelli,anche la C.F. veniva costruita anche interamente in ottone per i geometri.
a causa della loro rarità,raggiungono quotazioni molto elevate fra i collezionisti.
Questa lampada (il mio ultimo acquisto) proveniva dal bacino carbonifero della regione francese del Pas de Calais e come potete vedere non è mai stata utilizzata in miniera.
Allegati
lanterne n.2.jpg
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » mar 29 mag, 2012 16:19

Sullasinistra abbiamo una Wolf USA modello 101. A destra una FWD 20502 (Friemann Wolf Duisburg)

Si sanno molte cose sulla prima lampada.
Nel 1913 circa J.A. Creutzenberg fondò a New York la Wolf Safety Lamp Company of America,una succursale della Friemann Wolf Company di Zwickau in Germania ( sede principale ),dove inizialmente Creutzenberg ebbe un impiego per un certo periodo.
Prima del 1° Conflitto Mondiale la succursale Newyorkese era soltanto un ufficio di vendita.Le lampade venivano importate direttamente dalla Germania e rimarchiate con una targa identificativa che mostrava l'indirizzo statunitense.
Lo scoppio della 1° Guerra Mondiale sfortunatamente interruppe le importazioni dalla Germania.
Si decise così di dare un nuovo assetto organizzativo alla società,acquistando i macchinari e quant'altro occorresse alla produzione di lampade di sicurezza e ad acetilene.
Terminata la guerra infatti,la Wolf Safety Lamp Company of America,iniziò la produzione di lampade da miniera.Dal 1920 la sede venne spostata a Brooklyn,dove rimase per molti anni.Le lampade prodotte durante questo periodo mostrano una targhetta ovale che riporta il nuovo indirizzo.
Nel 1921 l'U.S.B.M. (United States Bureau of Mines) conferì l'approvazione attraverso una serie di certificati alle lampade Wolf americane.In tali certificati venivano riportati anche i dati tecnici,la durata della lampada accesa a pieno regime e perfino le tipologie di materiali con le quali venivano costruite.
Vennero costruiti numerosi tipi,pur utilizzando tutte lo stesso design,e rinominate con altre numerazioni ( serie 131, serie 201 e 232 ,etc) ciascuna con caratteristiche diverse l'una dall'altra,quali l'adozione di una chiusura magnetica o a vite,un ugello per effettuare test su eventuali gas presenti o munite di un riflettore a forma di specchio.In seguito vennero costruiti modelli totalmente differenti nella linea quali la rara e famosa "Baby Wolf" e la "Turkey Wolf".
In seguito la Wolf venne venduta alla M.S.A. Co (Mine Safety Appliance Company) e nel 1965 si concluse il ciclo produttivo di queste lampade.
La lampada qua presente è interamente in acciaio nickelato (nickel plated).Questo metallo venne adottato a seguito della soppressione dell'alluminio.Esso infatti fu messo al bando nel 1953,dopo una tragica sciagura mineraria che imputò all'alluminio la capacità di svilluppare scintille se urtato da un oggetto in ferro.
L'accensione avviene tramite il classico innesco dal basso,al Ferro Cerio,brevetto ed orgoglio della Wolf di Zwickau.Alimentazione a benzina o petrolio raffinato.
Completamente sprovvista di magnete,la lampada si chiude dall'esterno attraverso una chiave che serra una vite e ne impedisce un'apertura accidentale.L'areazione è garantita da una serie di fori sotto il vetro cilindrico,appena al di sopra del serbatoio della benzina.L'anidride carbonica frutto della combustione viene espulsa sia dalle feritoie laterali che dallo sfiato in vetta alla lampada.
Non conosco l'esatta provenienza,data la vastità del territorio e l'impossibilità di risalire alla miniera di impiego senza un eventuale indizio.E'certo che la lampada non sembra mai stata utilizzata(o usata con parsimonia),visto che versa in condizione ottimali.

Della seconda si sa soltanto che è stato uno dei numerosi prototipi messi a punto dalla sezione di Duisburg della nota fabbrica tedesca.L'unica differenza è che questa lampada ha avuto un seguito produttivo ed è stata realizzata in circa 200.000 esemplari.Il sistema di innesco funziona attraverso una batteria tipo PE alloggiata sotto il mecanismo di innesco.Attraverso una serpentina elettrica si procedeva all'accensione dello stoppino imbevuto di benzina.Venne adottata soprattutto nelle miniere di carbone Renane e Olandesi.
Allegati
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » mar 29 mag, 2012 16:33

Lo Spiralarm. E' una lampada che rientra fra i primi tentativi di creare sistemi illuminanti che non solo riuscissero ad operare in condizioni di atmosfera ricca di metano e grisù,ma che andassero incontro anche al minatore più distratto attraverso dispositivi accessori in grado di rilevare la percentuale più esatta possibile di gas attraverso l'emissione di un segnale luminoso.
Questa lampada chiamata Spiralarm (Spiral-Alarm) era veramente singolare.Si trattava in sostanza di una banale lampada di sicurezza.All'interno era apposto un dispositivo munito di una spirale metallica posta ad una certa altezza.Qualora la fiamma bruciasse anche del gas esplosivo incrementandosi di statura toccava la spirale metallica che si srotolavae a andava a collidere con un interruttore.
Tale interruttore collegato tramite batteria elettrica ad una lampada da 3,5 V e ad un dispositivo sonoro accendeva una luce che si illuminava in rosso ed emetteva un segnale luminoso.Era l'indicatore di un rischio tangibile per la sicurezza e significava di abbandonare l'area.

Al contempo questo meccanismo all'apparenza geniale e perfetto aveva grosse controindicazioni.Per attivarsi la spirale richiedeva 4 minuti minimo a contatto con la fiamma.Un minatore con l'occhio lungo si sarebbe accorto del rischio prima dell'accensione dell'allarme.
La lampada non era riacendibile.Qualora si fosse incontrato delle sacche di anidride carbonica la lampada si sarebbe spenta e non si sarebbe potuta accendere.Prodotto negli anni '50 venne tenuto in esercizio per circa 15 anni.Venne soppiantato dal Ringrose a batteria e da alti metanometri molto più accurati e precisi.Fabbricato a Wigan da parte della J.H.Naylor ebbe una discreta diffusione e venne realizzato in 2 versioni differenti.La M (Mine)più compatto e la S (Sewer) per lo scavo di pozzi e per l'uso nelle fognature.
Essendo la spirale della versione S leggermente più resistente spesso anche questa versione veniva adoperata in miniera.
Allegati
spiralarm.jpg
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da BECCARI SIMONE » mar 29 mag, 2012 16:56

Bella la Spiralarm, hanno un solo difetto,sono difficili da trovare e costano un botto

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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » mar 29 mag, 2012 19:03

BECCARI SIMONE ha scritto:Bella la Spiralarm, hanno un solo difetto,sono difficili da trovare e costano un botto

Il problema Simone è che essendo il loro corpo quasi interamente fabbricato d'alluminio c'è il rischio che la filettatura sia imparentata fra maschio e femmina,col risultato che non riesci ad aprirlo. Quasi tutti quelli in vendita soffrono di questo o di altri difetti dovuti a pezzi mancanti (spessissimo manca il dispositivo che produce il ronzio accanto alla bocchetta).Nonostante tutto siccome quelli migliori sono già stati piazzati,oggi circolano soprattutto le seconde e le terze scelte, che sì costano meno, ma sono sempre rotti, incompleti o bloccati.
La lampada poi non è neppure rarissima,ma ha parecchio mercato fra i collezionisti.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Giorgio » mar 29 mag, 2012 21:34

La wolf 101 che hai sopra descritto l'ho da poco acquisita in ottone con ugello e specchietto per la rilevazione di metano... così mi hai risparmiato la ricerca di info sui libri del buon Benes... conosci?
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » mer 30 mag, 2012 9:10

Giorgio ha scritto:La wolf 101 che hai sopra descritto l'ho da poco acquisita in ottone con ugello e specchietto per la rilevazione di metano... così mi hai risparmiato la ricerca di info sui libri del buon Benes... conosci?

Per essere completa deve essere corredata da un tubo munito di pompetta (come quella dei profumi di una volta per farti capire) in grado di pescare l'aria e spingerla dentro e verificare il tenore di metano.Generalmente queste lampade avavno anche un vetro a bande bianche orizzontali posizionate alle altezze precise per mostrare i livelli di metano (fiamma alta) e di anidride carbonica (fiamma bassa).
Francamente però di libri di questo Benes non ne sò assolutamente niente.. :shock:

La Wolf 101 della Wolf USA era prodotta esclusivamente in Germania inizialmente.Ci sono modelli uguali che presentano sul lato la scritta Friemann Wolf GMBH. In seguito la produzione venne esportata anche in America,finchè negli Stati Uniti non si decise di produrle direttamente.
Pensa che perfino da la Honda in Giappone produceva lampade uguali ( Garforth ) per le miniere di carbone nipponiche e del sud-est asiatico.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Giorgio » mer 30 mag, 2012 10:41

Io colleziono e prendo lampade da un ceko che ha pubblicato diversi libri catalogo proprio sulle lampade e si chiama Martin Benes, è un ingegnere minerario di Ostrava e veramente anni fa ne aveva moltissime, ora anche lui comincia ad essere alla frutta... la pompetta c'è ma il vetro probabilmente si era rotto... ne ha uno "liscio", è in ogni caso ben vissuta e con la piastrina indicante la produzione a New York.
Sono poi molto amico di una coppia di geologi bolognesi che anche loro ne hanno una collezione molto ben fornita... Giovanni e Marisa... conosci???
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Simone Ferrante » mer 30 mag, 2012 11:02

No,francamente non lo conosco,il nome mi è nuovo.E non conosco neppure i 2 geologi sopracitati se devo essere sincero,seppur li abbia visti in rete da qualche parte. In questo ambiente ho conoscenze molto superficiali e per niente approfondite,soprattutto perchè i collezionisti risiedono quasi tutti all'estero.In Italia il colelzionismo di lampade è molto più marginale.
Se mi dai delle delucidazioni anche su questo catalogo mi faresti un enorme favore,soprattutto per vedere se mi riesce recuperarlo da qualche parte. A casa possiedo un bel libro ricco di immagini scritto in francese "Lampe de mine". Non è particolarmente esaustivo ma nel complesso risulta ben fatto.Tutte le informazioni che riesco a recuperare in genere le trovo su vari siti internet inglesi e francesi.Se queste persone non hanno un sito internet difficilmente li avrò visti o saprò di loro qualcosa.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da Flavio G. Taricco » gio 30 gen, 2014 11:51

Peccato che questo argomento si sia arenato!

Per gli amanti del settore..
Sono incappato in questo sito che trovo molto bello e valido.. http://www.carburo.it/inizio.htm

Ho recentemente acquistato 2 lampade.. devo ammettere, non in ottime condizioni..
Una è questa: http://www.carburo.it/miniera/italia/aquilas/aaa.htm
Purtroppo la mia è chiusa e arrugginita.. Non so se provare a spruzzare un po' di svitol sulla filettatura della vite di chiusura o tenerla così..


L'altra è una Mercier et Fils con il marchio di stella a 6 punte sulla parte superiore (in ottone) mentre la parte inferiore è in ghisa..
Anche questa ancora chiusa.. Incollata dal tempo!
Forse è questa.. http://www.carburo.it/miniera/europa/svizzera/102.htm
Ma non ha la placchetta anteriore..
Ultima modifica di Flavio G. Taricco il gio 30 gen, 2014 17:56, modificato 1 volta in totale.
Flavio G. Taricco
http://www.mindat.org/user-23710.html
Borders? I have never seen one. But I have heard they exist in the minds of some people.
Frontiere? Non ne ho mai vista una. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.
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Re: Lampade da miniera

Messaggio da bortolozzi giorgio » gio 30 gen, 2014 17:51

Questo è un aggeggio del XIII secolo, veramente ingegnoso. Poteva essere appoggiato come nella foto, oppure appeso con il gancio di destra o piantato con il punteruolo e aveva a disposizione 3 piccoli portacandele. :cheers:
Allegati
XIII secolo.jpg

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