Lazio: minerali delle scorie metallurgiche

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stefan
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Messaggio da stefan » dom 22 lug, 2007 23:02

Lo strato è sotto le fondamenta di una villa romana del I sec. d.C. posta su un promontorio e alcuni pezzi di scoria sono cementate nei muri. Le miniere a solfuri più vicine sono nei monti della Tolfa, da Anzio credo a quei tempi tre forse quattro ore di navigazione. Il Direttore ha contattato un'esperto in materia di scorie Claudio Giardino. Dopo le ferie estive speriamo di ottenere delle risposte.
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Tiberio Bardi
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Messaggio da Tiberio Bardi » lun 23 lug, 2007 9:17

Ma vedendo dalla foto che hai postato, sembrerebbero proprio scorie etrusche identiche a quelle di Baratti.
Ma la presenza di conchiglie e degli altri ciottoli levigati, non potrebbe far supporre una esportazione forse dalla spiaggia al promontorio per consolidamento delle fondamenta della villa, oppure, un'arretramento del litorale avvenuto dopo la costruzione della villa?
Tiberio Bardi
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stefan
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Messaggio da stefan » mar 24 lug, 2007 20:03

No, le scorie che si rinvengono sul promontorio e sotto la villa sono frastagliate e hanno scarse mineralizzazioni, mentre quelle che emergono dopo una mareggiata (come da foto) sono arrotondate e con diverse mineralizzazioni. Da qui l'idea che con l'arretramento del promontorio (infatti una parte della villa è in mare) le scorie siano cadute in acqua con tutto quel che ne consegue. Dal punto di vista geologico a circa 15-20 cm sotto la sabbia inizia il banco di argille Plioceniche, e in più punti affiorano le argille consolidate con fossili del Pleistocene.

Stefano

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Messaggio da Tiberio Bardi » mer 25 lug, 2007 8:51

Quindi nella zona non sono state trovate tracce di eventuali forni fusori?

Io ci vedo una similitudine con quelle etrusche, il fatto della mineralizzazione più o meno a seconda che si trovino in mare o in terraferma, è stato segnalato anche da noi, vedi le scorie di Madonna di Fucinaia, Capattoli, Massa Marittima, che sono tutte lontano dal mare e poco mineralizzate, però a volte contengono minerali diversi da quelle di spiaggia.
Come tipologia di scorie come sono? Tutte ferrose, a rame, a piombo, ci sono quelle vetrose e spugnose?
Queste informazioni potrebbero far capire se sono parenti di quelle di Baratti e se il tipo di fusione e i materiali erano simili.
Tiberio Bardi
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Alessandro
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Messaggio da Alessandro » mer 25 lug, 2007 12:21

Fra le papabili inserirei anche l'anglesite.
Hai provato a illuminare il cristallo con raggi ultravioletti durante l'osservazione al microscopio?
Alessandro Socci

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Messaggio da stefan » mer 25 lug, 2007 19:21

Nella zona, si ritiene già in epoca romana, fino al 1700 circa era attiva una miniera di zolfo. Ma di forni fusori non vi è traccia, sono presenti numerosi resti di olle per la distillazione dello zolfo e basta. Sto insistendo per fare l'esame di datazione per inquadrare l'epoca, al solito sono i finanziamenti a mancare.
L'idea che personalmente mi sono fatto è che per una qualche ragione hanno raffinato del minerale metallico in quell'area approfittando del fatto che erano presenti tutti gli elementi discriminanti: argilla per fare il forno, acqua, legname, maestranze capaci di gestire un forno fusorio e magari l'utilizzo dello zolfo come conbustibile. L'unico a mancare è il minerale ma ripeto il sito dai monti della Tolfa non è lontanissimo.

Per Alessandro: sì, sono fortemente fluorescenti in giallo limone alcuni giallo-arancio; delle vere lampadine considerando le dimensioni.
Stefano

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Alessandro
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Messaggio da Alessandro » mer 25 lug, 2007 19:26

Il giallo limone di solito lo manifesta la fosgenite.
Alessandro Socci

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Messaggio da stefan » mer 25 lug, 2007 19:39

Come forme sono piuttosto variabili, alcune sono molto compatte con pochi vuoti e piuttosto dure, altre sono spugnose e più raramente vetrose, quasi sempre con una patina argentea all'esterno. In generale pesanti. Ho provato a scaldarne una e ha evidenziato numerose goccioline di piombo, come se la raffinazione non fosse stata molto efficace, o magari non era il piombo il metallo interessato. Il rame è pittosto scarso negli svariati chili di materiale che ho analizzato.

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Messaggio da stefan » mer 25 lug, 2007 19:55

Sì, infatti sull'identificazione della fosgenite non credo ci siano dubbi, ma c'è un tipo di minerale di cui non riesco ad avere un'idea, sono cristallini a scaglie a volte sottilissime spesso geminati a farfalla non fluorescenti di colore bianco o trasparenti sempre presenti in gruppi.
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Messaggio da stefan » ven 23 nov, 2007 16:20

DOPO UN BEL PO' ECCO DELLE NOVITA': LA DIFFRAZIONE HA RISOLTO I DUBBI, QUELLA CHE SEMBRAVA FOSGENITE LO E', IN PIU' C'E' CERUSSITE E PENFIELDITE. QUESTO DAI CINQUE CAMPIONI ANALIZZATI.
E' IN PREPARAZIONE UN'ARTICOLETTO CON TUTTI I DATI PER IL PROSSIMO NUMERO DEL CERCAPIETRE RIVISTA DEL GRUPPO MINERALOGICO ROMANO, TEMO CHE NON FAREMO IN TEMPO AD USCIRE PER LA MOSTRA DEL 1-2 DICEMBRE MA CI PROVIAMO.

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Massimo Russo
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Messaggio da Massimo Russo » ven 23 nov, 2007 16:33

Ecco, bravi ma invece dei minerali citati devi mettere analogo della fosgenite, ecc. in quanto l'IMA non accetta i minerali delle scorie.

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Slag
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Re:

Messaggio da Slag » dom 21 feb, 2016 14:48

stefan ha scritto:Sì, infatti sull'identificazione della fosgenite non credo ci siano dubbi, ma c'è un tipo di minerale di cui non riesco ad avere un'idea, sono cristallini a scaglie a volte sottilissime spesso geminati a farfalla non fluorescenti di colore bianco o trasparenti sempre presenti in gruppi.
Stefano
Potrebbe essere cerussite?
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Slag
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Re:

Messaggio da Slag » dom 21 feb, 2016 14:51

stefan ha scritto:Buffo vero?
Se facciamo un analogia con Baratti, per me, potrebbe essere una pseudomorfosi di calcite o aragonite su cristalli di nantokite non più esistenti. Se guardi la forma dei cristalli, sono molto simili alla nantokite.
Campioncino simpatico. :wink:
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