Pietre radioattive...

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Emanuele
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Re: Pietre radioattive...

Messaggio da Emanuele » mer 12 apr, 2017 9:51

Aggiungo, in colpevole ritardo, il mio contributo alla diiscussione. Ho gia' peraltro risposto in privata mail alla signora Annalisa che ha posto il quesito in origine, e riporto appunto parzialmente la risposta nel forum:

" Non si preoccupi per l'eventuale radioattività. I deserti del marocco non sono famosi per avere dei giacimenti di uranio tali da poter fare gola a imprese minerarie. Quindi difficilmente la roccia o la sabbia potranno essere piu' radioattive di un normale granito rosa di Baveno usato coma piano di cucina.

Per quanto riguarda la roccia raccolta in Val Rendena... anche la zona di Peveragno, vicino a Cuneo (zona piu' vicina a me geograficamente) e' uranifera, e negli anni 30 erano stati fatti dei saggi per estrrazione di minerali di uranio (peraltro ne era stata estratta, negli anni e con fatica, qualche decina di chilogrammi). Ma quando io, giovane cercatore di minerali, sono andato a tentare di raccogliere dei campioni, non ho trovato praticamente nulla: i minerali di uranio si estraggono con grande fatica da fessure e venette nella roccia massiva, dopo scavi e ricerche. Ho dei colleghi mineralogisti che probabilmente mi leggeranno in copia (perche' vorrei mettere la mia risposta anche sul sito dell'AMI, nel foruum, come risposta colpevolmente tardiva) che raccolgono minuti campioni di minerali uraniferi nelle fessure delle rocce nella zona di Montoso (Cave di Montoso, Barge, CN) ma si tratta, di nuovo, di rarità e eccezioni. Diciamo che e' difficle rinvenire, per puro caso, un frammento di roccia che ne contenga in quantità apprezzabili.

Inoltre, se lei avvicinasse un geiger a pochi centimetri di distanza da, poniamo, un campione di autunite o uraninite sicuramente sentirebbe un apprezzabile flusso di radiazioni (non particolarmente intenso, peraltro). Ma basterebbe aumentare la distanza a circa 50 cm per veder diminuire il conteggio a livelli poco superiori al fondo ambientale, e a un metro di distanza non si sentirebbe praticamente nessuna differenza. L'aria e la distanza sono un ottimo isolamento per quanto riguarda materiali naturali. Ragionamento diverso andrebbe fatto per alcuni isotopi che emettono radiazioni gamma "dure", come il cobalto-60, ma non sono facilmente reperibili.

Io stesso sono un collezionista di vetri all'uranio (vetri di un bel colore giallo fluorescente, che venivano fabbricati in abbondanza nel periodo 1880 - 1930) e che contengono fino al 5 % in peso di uranio (per quanto depurato da altri metalli della serie di decadimento) e li tengo esposti come soprammobile in stanza. Negli stati uniti dei collezionisti che possedevano centinaia di pezzi avevano fatto fare delle valutazioni, e alla fin fine era venuto fuori che non erano particolarmente pericolosi. Ovviamente, uno non se li mette sotto il cuscino per dormire.

Anche per quanto riguarda l'esposizione al radon, questo gas si concentra solo in ambienti chiusi e poco ventilati, e quasi solo se nelle pareti o nel materiale da costruzione esiste una certa percentuale, anomala, di materiali uraniferi. In una normale abitazione non se ne raccoglie piu' che nell'atmosfera generica, per cui lei sara' esposta alla stessa quantità di tutti noi. Dovrebbe concentrare parecchi chili di materiale uranifero ( e ridotto in polvere molto fine, perche' il radon altrimenti rimane per la maggior parte intrappolato nella massa cristallina e non riesce a uscire prima del suo decadimento) prima di vedere aumentare sensibilmente, in breve tempo, il suo tenore in aria. Discorso diverso per chi eventualmente LAVORASSE ore al giorno in una minera di uranio. Ma li' si sommerebbero altri rischi.

Credo quindi in ultima analisi che il rischio dovuto a esposizione da radiazioni, o all'ingestione di materiale radioattivo, sia in ultima analisi realmente trascurabile ( altri rischi sono ben piu' presenti).

Spero di essere stato utile! "
Emanuele Costa

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Massimo Russo
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Re: Pietre radioattive...

Messaggio da Massimo Russo » mer 12 apr, 2017 10:37

Aggiungo che per quanto riguarda l'accumulo nelle case di Radon, basta ventilare la casa aprendo le finestre per pochi minuti e il Radon va via.

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Massimo Russo
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