Distretto minerario del Monte Amiata

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Alessandro
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Messaggio da Alessandro » ven 05 ott, 2007 17:47

Anch'io, ho dei discreti campioni acquistati da Gaetano Pedone.
Nella sua collezione si può ammirare almeno una quindicina di piastre ricoperte di "fragoloni" di cinabro, e anche delle bellissime stibniti della Fattoria di Montauto.
Alessandro Socci

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simone
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Messaggio da simone » ven 05 ott, 2007 21:58

Mi è stato possibile visitare l'area mineraria del Morone accompagnato da un responsabile per la bonifica grazie ad una escursione dell'Università di Pisa.
Per quanto riguarda i minerali volevo sapere se nel museo di Santa Fiora se ne poteva vedere qualche campione significativo.
Grazie.
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BECCARI SIMONE
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Messaggio da BECCARI SIMONE » lun 08 ott, 2007 8:51

Ciao Simone!
Si qualcosa di interessante puoi vedere, anche se devono ancora sistemare le vetrine e devono trovare il posto alla mia collezione.
Comunque hanno un po' di fragole di cinabro, due cinabri della Valle del Farma (donati da me e da due miei amici di ricerca), della bella stibnite e dei cinabri mammellonari di Abbadia San Salvatore. Ti consiglio però di aspettare ancora un po' perchè i campioni migliori devono essere ancora catalogati ed esposti.

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BECCARI SIMONE
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Messaggio da BECCARI SIMONE » mer 10 ott, 2007 8:39

Stiamo parlando dell'area amiatina ma ci siamo scordati del magmatismo toscano che ha dato origine alle mineralizzazioni. Quindi...

Il magmatismo toscano!
L'Amiata è l'ultimo e più recente episodio tra tutti gli eventi magmatici che segnano la Toscana meridionale. È un vulcano che ha magmatismo effusivo insieme a quello di Radicofani (che è un neck, cioè la porzione visibile del camino ascensionale).
Vi sono altri che sono prodotti del magmatismo intrusivo: i cosiddetti plutoni, ovvero i magmi cristallizzati in ammassi granitici prima di venire alla luce che hanno dato origine alle mineralizzazioni dell'Elba e delle Colline Metallifere.
Il magmatismo della Toscana meridionale ha una particolarità che è sempre più giovane da occidente ad oriente, indipendentemente che si tratti di magmatismo intrusivo o effusivo.
L'isola di Capraia ha un'età stimata intorno ai nove milioni di anni ed è quella più vecchia mentre l'Amiata tra 0,4 e 0,2 milioni di anni è quella più recente.La cosiddetta migrazione del magmatismo toscano è costituita da una serie cronologica di eventi che testimonia i processi tettonici che stanno alla sua stessa origine.Ogniuno dei processi magmatici è stato reso possibile,nella litosfera,dal formarsi di zone di frattura lungo le quali i magmi sono risaliti verso la superficie.La seguenza cronologica degli eventi è in accordo con la visione corrente in base alla quale l'antica struttura appenninica,dopo una storia di sedimentazione in ambiente marino,sollevata dall'orogenesi ed emersa per la prima volta intorno ai 14 milioni di anni fa,è stata poi frazionata da una serie di fosse tettoniche,orientateda nord-ovest a sud-est,sprofondate una dopo l'altra apartire dalla zona occidentale verso quella orientale,e separate da dorsali più o meno imponenti.Le risalite magmatiche sono quindi in stretta relazione con le fratture crostali che si manifestano nel quadro della tettonica distenziva e della sua migrazione verso levante.
Ultima modifica di BECCARI SIMONE il mer 10 ott, 2007 13:03, modificato 1 volta in totale.

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Alessandro
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Messaggio da Alessandro » mer 10 ott, 2007 9:38

Si trova qialche campioncino, nella bonifica?
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Messaggio da BECCARI SIMONE » mer 10 ott, 2007 13:06

Ciao Alessandro, che dirti! Io l'ultima volta che ci sono stato non ho trovato assolutamente niente anche perchè le discariche sono già state bonificate e coperte da una bella coltre di terra.

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Messaggio da BECCARI SIMONE » mer 10 ott, 2007 13:26

Altra miniera del comprensorio dell'Amiata e quella della Senna o Casa di Paolo!

La miniera di Casa di Paolo si trova presso la confluenza dei torrenti Senna Viva e Senna Morta a circa 3 km da Piancastagnaio. Oggetto delle ricerche sono stati i contatti delle masse serpentinose con i calcari alterati in cui il cinabro si presentava sotto forma di venette compatte. La valle del Senna viva è formata da alternanze di scisti argillosi e calcari arenacei eocenici molto sconvolti. Lungo emergono dicchi di brecce oficalciche molto alterate e intrise di calcare concrezionato con grani di quarzo e cristalli di calcite ,e talvolta, vene di cinabro a contatto delle serpentine.
La storia narra che il primo cinabro fosse stato trovato nel 1846 da Felice Buonaventura che era amministatore della società Modigliani. Nel 1847 detta società iniziò la ricerca realizzando un grande cantiere a cielo aperto presso il podere Casa di Paolo. Vennero anche scavate alcune gallerie ma nel 1855 i lavori vennero abbandonati. Altre società cercarono di fare delle ricerche, tutte aventi scarsi risultati.

Possibilità di reperire minerali: scarsa anche perchè le poche gallerie scavate sono tutte franate e le ricerche a cielo aperto praticamente irriconoscibili.

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Messaggio da BECCARI SIMONE » gio 11 ott, 2007 7:58

Alcune foto del duro lavoro nelle miniere dell'Amiata.
Allegati
Il_lavoro_in_galleria3_img.jpg

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Messaggio da BECCARI SIMONE » gio 11 ott, 2007 8:00

Le foto provengono tutte dalla miniera di Abbadia San Salvatore, da notare le difficili condizioni di lavoro degli operai (temperatura all'avanzamento di 50-60 gradi).
Allegati
Il_lavoro_in_galleria2_img.jpg

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Messaggio da BECCARI SIMONE » gio 11 ott, 2007 8:03

Per ricordare a tutti la pericolosità del lavoro in miniera all'ingresso dello stabilimento di Abbadia San Salvatore c' è una lapide con la statua di Santa Barbara dove sono annotati tutti i nomi di minatori morti!

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Messaggio da machv83 » gio 11 ott, 2007 8:30

Immagini suggestive ed importanti, Simone.
Grazie per averle condivise con noi.

Chris
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Messaggio da BECCARI SIMONE » gio 11 ott, 2007 9:11

Altre foto!
Questa è di un funerale di un minatore.
Allegati
sel103.jpg

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Messaggio da Tiberio Bardi » gio 11 ott, 2007 9:17

E mentre Simone inserisce le foto... ecco un'altra miniera...

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Miniera di Pietrineri o Bagni San Filippo

Cenni Geologici
Questa miniera, situata nel comune di Castiglion d'Orcia poco a monte del centro abitato di Bagni San Filippo, vide le prime lavorazioni agli inizi del novecento. I lavori furono iniziati sugli indizi di una grande frattura esistente tra i calcari del Lias (Poggio Zoccolino) e dei terreni eocenici a sud-ovest, nonche in un sistema di putizze. Essendo presente un forte disturbo tettonico, caratteristica sempre essenziale per la risalita della corrente mineralizzatrice, i lavori di ricerca vennero orientati a questa esplorazione. Partendo dai terreni eocenici si andarono ad indagare i calcari liasici trovandoli decomposti e mineralizzati. I lavori in galleria sono comunque sempre risultati difficoltosi per la presenza di diffuse e sostanziose emanazioni gassose, solfidriche e carbonatiche. Il minerale è sempre risultato associato a gesso, pirite e celestina.

Cenni Storici
Nel 1902 la Società Miniere Cinabrifere, con sede prima a Genova e poi a Milano, incominciò i lavori di ricerca che furono ostacolati da forti emanazioni gassose e fuoriuscite d'acqua. Con i primi lavori, si cercò di esplorare il materiale di riempimento della grande frattura nord/nord-est. Per realizzare tali ricerche vennero scavate alcune gallerie (Carcassi, Baghine, Centurini, Krautinger e Casanova), ma solo una, la Casanuova, diede un buon risultato fornendo un minerale con un tenore medio di mercurio dello 0,5%. A causa della natura del terreno e della presenza delle emanazioni solfidriche, fu necessario realizzare numerosi pozzetti d'aria, ventilazioni artificiali e solide gallerie che, seguendo l'esempio della miniera di Abbadia San Salvatore, furono realizzate a sezione ellittica e rivestite in muratura con conci in travertino. Dal mese di giugno a settembre del 1915 i forni, a causa della prima guerra mondiale, rimasero fermi. Ripresero a lavorare alla fine della guerra ma con una produzione così limitata che nel 1919 la proprietà decise di abbandonare la miniera.

Nel 1922 la Società Monte Amiata la acquistò e nel 1927 riprese alcuni lavori di ricerca che poi abbandonò nel 1932. Altre ricerche furono effettuate tra il 1939 e il 1943 ma dettero scarsi risultati. In particolare nel 1939/40 venne riaperta la galleria di ribasso Pian dei Renai e nel 1941 nel fosso Rigale fu incominciata l'escavazione della galleria Catarcione. Entrambe le gallerie furono presto abbandonate e dopo la guerra la miniera rimase inattiva. I lavori vennero di nuovo ripresi nel 1954 e nel 1955 per eseguire dei sondaggi alcuni dei quali diedero buoni risultati. Ma bisognerà aspettare il 1966 quando, a causa di pressioni locali, ed in seguito ad una campagna di altri sondaggi favorevoli, la Monte Amiata iniziò la perforazione i un pozzo, il San Luigi, per raggiungere un filone già individuato nelle ricerche degli anni '50. Con il completamento del pozzo e con la messa a punto degli impianti di estrazione, eduzione e ventilazione, nel 1968 si potè iniziare la fase di esplorazione. Vennero realizzate nuove gallerie per complessivi 361 metri, ma, al contrario delle previsioni, i terreni attraversati contenevano un minerale con un tenore piuttosto basso (0,2-0,3%). Nonostante ciò si decise di procedere nelle coltivazioni che in poco tempo produssero una ragguardevole quantità di minerale che venne portato per il trattamento all'impianto metallurgico di Abbadia San Salvatore. Anche questa miniera nel 1974 passò alla Società Mercurifera Monte Amiata (SMMA) che aveva assorbito anche altre miniere del bacino mercurifero del Monte Amiata. Per questa miniera, come per quella di Abbadia e del Morone, il cambio di proprietà non influì molto sulla gestione; i lavori di coltivazione proseguirono in modo sempre più saltuario sino a quando, nel settembre del 1977, venne definitivamente abbandonata.

T.B.
Tiberio Bardi
Presidente AMPP Associazione Mineralogica Prato-Pistoia

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Messaggio da BECCARI SIMONE » gio 11 ott, 2007 9:17

Minatori alla miniera del Morone.
Allegati
sel77.jpg

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Messaggio da BECCARI SIMONE » gio 11 ott, 2007 9:18

Vai Tiberio!!!

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