ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

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Michele Dondi
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ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michele Dondi » ven 02 ott, 2020 18:06

Argomento ben noto e più volte discusso, è vero, ma qui propongo di parlare di come certi errori di preparazione e/o conservazione dei campioni possano portare a risultati insidiosi (formazione di nuove fasi) o addirittura disastrosi (trasformazione o alterazione del minerale).
Purtroppo, da che ho deciso di guardare scatole mai più riaperte dagli anni Ottanta, sto mettendo insieme – con sommo disappunto – una galleria di casi clinici. Probabilmente, si tratta di errori che ormai nessuno commette più, ma ci sono spunti che credo interessanti. Mi scuso se gli esempi che porto sono già conosciuti. Comunque sia, avere consigli su possibili rimedi è sempre prezioso.

OCCHIO ALLA PLASTILINA!
A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta nel Novecento era piuttosto comune fissare i campioni con un tipo di plastilina noto col nome commerciale "Pongo" (sento già ululati di disapprovazione). Eppure, ho trovato campioni di varia provenienza, scambiati ed acquistati in quel periodo, fissati con pongo. Lo abbandonammo per vari problemi, primo fra i quali il fatto che indurisce rapidamente, si stacca dalla scatola ma resta solidale al campione, e a rimuoverlo il rischio di rotture è alto. Al di là di questo, non sospettavo altri inconvenienti e - un po' per pigrizia e un po' per non rischiare di perdere campioni - fu deciso di lasciare i micromount "vecchi" com'erano.
Qualche giorno fa, ho trovato degli estetici gruppi di cristallini prismatici incolori, riuniti in "ciuffetti" raggiati, accanto a una bella apuanite montata su pongo nero. Strano che non ce ne fossimo accorti al momento della raccolta; ancor più strano che nulla del genere sia segnalato a Buca della Vena. In seguito, curiosando fra le scatole più "attempate", ho ritrovato gli stessi cristalli - esattamente uguali! - su quarzi di Porretta. Si tratta di cristalli senza matrice, che furono lungamente manipolati per il montaggio su pongo bianco. Fuori discussione che quei cristalli in origine non c'erano.
Px25.jpg
diametro del gruppo raggiato circa mezzo millimetro
Non ho la più pallida idea di che cosa si tratti. Se avete suggerimenti... Notare che c'è pure un'altra fase, che forma globuletti marroni di aspetto "peloso".
Interessante che non tutti i campioni "antichi" montati su pongo abbiano questo problema. Vi riporto una serie di impressioni, osservando vari campioni, senza pretesa che sia una conclusione. Pare che il problema sorga con pongo “buono” (cioè quello ancora morbido dopo decenni) e non ci sia con quello indurito. E che campioni con matrici grandi rispetto al pongo usato non abbiano queste strane neoformazioni.

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Michele Dondi
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michele Dondi » ven 02 ott, 2020 18:11

Ci sono diversi tipi di plastilina: una “classica” a base di cera, olio e talco (o caolino); un'altra a base di zinco oleato e zolfo; e altre ancora.
PPPx25.jpg
lunghezza dei cristalli circa 0,2 mm
P=0-4mm.jpg
cristallo di circa 0,4 mm
Che sia un composto di zinco? O un solfato?
Domanda: come hanno fatto componenti dal pongo a migrare alla superficie del campione? Parliamo di campioni asciutti e conservati in scatole chiuse. In vari casi con matrici compatte e non porose.

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Michiel
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michiel » sab 03 ott, 2020 10:05

Ipotizzo qualche fenomeno di sublimazione di componenti del pongo. Nel caso del quarzo, minerale piuttosto inerte, non vedo possibilità di interazione chimica.
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Luca Baralis » sab 03 ott, 2020 18:56

Personalmente sto lentamente sostituendo tutti i fissaggi in plastilina/mastice/stucco/pongo con colla a caldo.
Lavoro lungo, tedioso e qualche volta anche un po' pericoloso (per il campione).
Quasi tutti questi campioni hanno assorbito sostanze oleose rilasciate dalla plastilina, il che rende anche difficile un successivo fissaggio, perchè l'unto riduce le capacità di presa della colla a caldo o di eventuali colle viniliche.

Venendo al caso proposto, oltre ai cristalli raggiati intravedo nelle foto dei filamenti. Potrebbero essere organici? Tipo ife di muffe ?
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Roberto Bracco » sab 03 ott, 2020 19:02

Per eliminare l'unto, specialmente l'orribile patina che per capillarità tipo elio superfluido va a impastare tutta la superficie del campione un bagnetto in solventi clorurati (trielina) o meglio ancora idrocarburi puri (esano) mi ha salvato parecchi campioni... sono sostanze che difficilmente attaccano i minerali, anche quelli solubili in acqua.
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michiel » sab 03 ott, 2020 23:13

Roberto Bracco ha scritto:
sab 03 ott, 2020 19:02
Per eliminare l'unto, specialmente l'orribile patina che per capillarità tipo elio superfluido va a impastare tutta la superficie del campione un bagnetto in solventi clorurati (trielina) o meglio ancora idrocarburi puri (esano) mi ha salvato parecchi campioni... sono sostanze che difficilmente attaccano i minerali, anche quelli solubili in acqua.
Vero, io uso la benzina, mai avuto problemi.
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michele Dondi » dom 04 ott, 2020 11:22

Luca Baralis ha scritto:
sab 03 ott, 2020 18:56
Venendo al caso proposto, oltre ai cristalli raggiati intravedo nelle foto dei filamenti. Potrebbero essere organici? Tipo ife di muffe ?
Eh, la muffa. Ne volevo effettivamente parlare. Sì, credo si tratti di filamenti di muffa.
So bene che campioni conservati in “luogo fresco e asciutto” non vanno incontro a questo problema. Ma se vi dovesse succedere – per qualsiasi motivo – di spostare la collezione in un luogo non aerato, non abbassate la guardia.
Mi è capitato qualche anno fa, quando per lavori ho dovuto trasferire la collezione nello scantinato. Avevo preso delle contromisure: tutto su basi metalliche distanziate circa un palmo dal suolo e dai muri. Non è bastato e, sebbene non vi fossero segni evidenti di umidità, la muffa ha attecchito. Per fortuna me ne sono accorto e ho messo in salvo gran parte dei campioni, ma non le cassettiere (in legno) e alcuni cassetti. La muffa si insinua ovunque e si spande su qualsiasi superficie, plastica compresa.
Intendiamoci, eliminarla è facile: con la varechina viene via subito. Almeno apparentemente, perché puoi pulire scatola per scatola con la varechina, ma non immergerci i campioni. In alcuni casi, si può; in altri sarebbe catastrofico.
Dopo aver tenuto i campioni per un paio d’anni al buio in contenitori chiusi con gel di silice, non trovo nessun segno che la muffa sia viva e in sviluppo. Nella maggior parte dei casi, vedo solo qualche filamento, antiestetico fin che si vuole, ma tollerabile. In altri campioni, invece, sono dovuto necessariamente intervenire. Appena riesco posterò un esempio prima e dopo trattamento con varechina.
Credo non sorprenda che la muffa attecchisca su alcune matrici e altre no. Fece presa su un tipo di pongo, che sospetto essere quello a base di olio e cera. Sarà un caso, ma finora non l’ho trovata in campioni "velenosi" (matrici con minerali di Pb, Cu, As, ecc.) anche se montati su pongo. Viene da pensare ci sia una qualche relazione con la formazione dei cristalli di cui vi raccontavo sopra.

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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michele Dondi » dom 04 ott, 2020 11:37

Roberto Bracco ha scritto:
sab 03 ott, 2020 19:02
Per eliminare l'unto, specialmente l'orribile patina che per capillarità tipo elio superfluido va a impastare tutta la superficie del campione un bagnetto in solventi clorurati (trielina) o meglio ancora idrocarburi puri (esano) mi ha salvato parecchi campioni... sono sostanze che difficilmente attaccano i minerali, anche quelli solubili in acqua.
Concordo che si possano usare solventi per trattare qualche campione. Parliamo di piccole quantità usate in ambiente ben ventilato. Nel mio caso, purtroppo, non ho un posto adatto dove usare questi solventi. E poi si tratta di centinaia di campioni in cui togliere il pongo. Non sottovalutiamo il fatto che trielina e benzina sono cancerogeni, mentre l'esano è tossico per inalazione.
Appena avete finito di fare gli scongiuri e maledirmi, vi chiedo per curiosità: avete avuto effetti indesiderati con l'uso dei solventi? Funzionano bene come sgrassanti, ma molti attaccano anche i polimeri. Ricordo scatoline deformate e coperchi opacizzati...

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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Roberto Bracco » dom 04 ott, 2020 16:08

Ah sicuro, qualsiasi solvente diverso dall'acqua a contatto con la plastica trasparente ha effetti distruttivi immediati! Naturalmente le patine che dicevo hanno effetti nefasti più che altro su campioni piccoli o micro, per cui bastano pochi cc di solvente e come ambiente aerato il davanzale bel bagno è più che abbastanza...
Su campioni recuperati da vecchie collezioni ho anche trovato un tipo di stucco grigio che col tempo si è liquefatto allagando il fondo dello scatolino con una brodaglia viscosa e maleodorante... non ho capito cosa fosse in origine ma anche qui con un po' più di solvente i pezzi sono riuscito a recuperarli quasi sempre.
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Re: ARTEFATTI ed ERRORI DI CONSERVAZIONE

Messaggio da Michiel » lun 05 ott, 2020 8:49

Come Roberto, anch'io uso pochi cc di solvente (in un tappo di flacone) e lavoro sotto la ventola del bagno o sotto la cappa aspirante della cucina. Quando ho finito, lascio evaporare la poca benzina tenendo la cappa accesa.
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