Kyzylkumite: determinazione di struttura (e ridefinizione?)

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Marco E. Ciriotti
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Kyzylkumite: determinazione di struttura (e ridefinizione?)

Messaggio da Marco E. Ciriotti » gio 26 ago, 2004 10:43

Stante studi preliminari pubblicati su un poster:
Balić-Žunić, T. & Raade, G. (2003): The crystal structure of kyzylkumite, BeV2TiO6 [Poster]. 21st European Crystallographic Meeting, August 24-29, Durban, South Africa, Book of Abstracts, 145,
la formula e la classificazione della fase varierebbero sostanzialmente.
Si tratta in sostanza una vera e propria ridefinizione che però non sarà riconosciuta dalla CNMMN dell'IMA in quanto le indagini analitiche e cristallografiche non sono state eseguite sul campione tipo.
Secondo gli autori la formula andrebbe rivista in BeV3+2Ti4+O6 e la specie andrebbe conseguentemente ri-classificata tra i membri della famiglia dell'humite [gruppo 1n].
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Messaggio da Marco E. Ciriotti » gio 26 ago, 2004 12:25

Verosimilmente uno studio comparato del nuovo materiale norvegese con il materiale originario russo (olotipo), sarà oggetto di descrizione nell'articolo che scaturirà dal poster segnalato.
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Messaggio da Marco E. Ciriotti » lun 13 nov, 2006 11:29

La ridefinizione ufficiale della kyzylkumite è fortemente attesa, ma - a rigor di logica - i dati presenatti nell'articolo sotto referenziato sono da ricondurre a quelli della kyzylkumite (nelle cui analisi originali Be è stato overlooked e qualche altro dato non è stato rilevato con la dovuta accuratezza pressochè certamente a causa della geminazione dei cristalli esaminati).

Referenza:
• Raade, G. & Balić-Žunić, T. (2006): The crystal structure of Be(V,Ti)3O6, a mineral related to kyzylkumite. Canadian Mineralogist, 44, 1147-1158.

Abstract:
The crystal structure of (Be,M)(V,Ti)3O6, a mineral discovered in the emerald deposit of Byrud, Norway, has been solved and refined to R1 = 4.51% for 1413 unique reflections. The structure is orthorhombic, Pnma, with lattice parameters a 9.982(1), b 8.502(1), c 4.5480(6) Å, Z = 4, and isotypic with norbergite, Mg3SiO4F2. The empirical chemical formula, based on the electron-microprobe determination of elements heavier than oxygen, and beryllium tentatively calculated to give 1Be for O = 6, is Be(V3+1.27Ti1.21Cr0.29Fe0.08Al0.07)Σ2.92O6. The presence of Be was verified by the structure analysis and a SIMS analysis. The occupancy of the Be site was found to be 0.84(1), which largely explains the surplus of Ti in the empirical formula, as compared to the stoichiometric formula BeV2TiO6. However, there is no evidence for ordering of V and Ti on two unique octahedral sites of the structure. The amended empirical formula is (Be0.84M0.16)(V3+1.32Ti1.25Cr0.29Fe0.09Al0.07)Σ2.02O6. The appearance of the mineral, the dominance of V and Ti in its composition, and the X-ray powder-diffraction data correspond to those described originally for kyzylkumite, supposed to be V2Ti3O9. The crystal-lattice parameters found earlier for kyzylkumite can be explained as based on an 83 supercell obtained on a {210} reflection twin. This type of twinning is characteristic for the Byrud mineral, and is present in the crystal used for the structure determination. These facts suggest that the same type of oxide of Be, V and Ti found at Byrud is also the main constituent of material described as kyzylkumite, which probably also contains additional phases, and that a redefinition of this mineral is needed.
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Messaggio da Marco E. Ciriotti » lun 13 nov, 2006 14:43

La formula revisionata della kyzylkumite dovrebbe essere BeV3+2Ti4+O6.
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Messaggio da Marco E. Ciriotti » lun 13 nov, 2006 17:06

Ho auspicato anche in altro messaggio che ufficialmente si trovi comunque una strada per ridefinire la kyzylkumite.
Le cose sono messe male. Idue musei russi nel quale sono depositi i campioni-tipo hanno rifiutato di fornire agli autori dell'articolo sopra referenziato alcun nimimo pezzo.
Gli autori sono però riusciti a riesaminare due campioni forniti dal Dr. M.N. Murashko e dall'AMIco Steffen Möckel (e di cui anche io posseggo analogo campione) sono risultati conformi a quanto descritto nella originale descrizione-tipo, ma, va da sè, non sono i campioni-tipo.
Per questo motivo il titolo dell'articolo parla con estrema correttezza di kyzylkumite-like, ma in realtà si tratta - in pratica - della vera e propria kyzylkumite.

Cosa è successo: ci sono due cose che assolutamente non vanno:
a) i due musei, pur giustificando il gesto con la pochezza di materiale a disposizione, non possono negare una re-indagine della specie;
b) l'autore/gli autori dell'originale descrizione dovevano anzichè mettere sul mercato la massima parte dei campioni (anche il campione della mia collezione porta la dicitura "author study"), ma più correttamente avrebbero dovuto metterla a disposizione di almeno uno dei due musei.

Riesprimo - proseguendo - una mia "old idea", più volte espressa pubblicamente in mindat e su questo forum: in casi estremi, come questo e molti altri che, in genere, di volta in volta, evidenzio, la CNMNC dovrebbe intervenire d'ufficio:
a) obbligando i musei a fornire il materiale da re-indagare;
b) ad esito negativo dell'azione di cui al punto a), costituire un "neotype specimen" (un nuovo campione-tipo) usando, previa verifica analitica, uno o più dei campioni ("author study") a suo tempo commercializzati dall'autore/dagli autori della descrizione-tipo.
Marco E. Ciriotti

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